6 Agosto 2026
05:57
Incendi, il Wwf lancia l’allarme: roghi anomali anche in Piemonte
PIEMONTE – Anche il Piemonte compare tra le regioni del Nord Italia interessate da incendi boschivi ritenuti anomali per il periodo estivo. A segnalarlo è il nuovo rapporto del Wwf Italia, “È stata la mano dell’uomo – Cambiare strategia per prevenire gli incendi estremi”, aggiornato al 31 luglio 2026, che richiama la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e di gestione del territorio. Il documento evidenzia infatti che, oltre alle regioni tradizionalmente più colpite dagli incendi come Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, quest’anno si sono registrati roghi anche in Piemonte e Friuli Venezia Giulia, un elemento considerato insolito per la stagione. Il rapporto, tuttavia, non fornisce dati specifici relativi al territorio piemontese in termini di ettari percorsi dal fuoco o numero di incendi.
Secondo il capitolo del rapporto dedicato ai dati nazionali, nei primi sette mesi del 2026 sono andati in fumo 70 mila ettari, una superficie pari a circa 100 mila campi da calcio, con un incremento del 133% rispetto alla media degli ultimi vent’anni. Sono inoltre già oltre 300 gli incendi superiori ai 30 ettari, contro una media di poco superiore a cento nello stesso periodo degli anni precedenti. Il Wwf sottolinea inoltre che circa l’1,2% dei roghi è responsabile del 65% della superficie complessivamente bruciata.
Secondo il Wwf, oltre il 95% degli incendi boschivi in Italia e in Europa è riconducibile direttamente o indirettamente all’attività umana. Tra le principali cause vengono indicati gli incendi dolosi, ma anche comportamenti negligenti o imprudenti, come l’abbandono di mozziconi di sigaretta, l’abbruciamento dei residui agricoli senza adeguate precauzioni, l’utilizzo di barbecue o fuochi all’aperto e l’impiego improprio di fuochi pirotecnici.
A favorire la propagazione delle fiamme contribuiscono anche temperature elevate, siccità prolungata e ondate di calore, che rendono la vegetazione sempre più vulnerabile. A questi fattori si aggiungono l’abbandono delle aree rurali, la crescita incontrollata della vegetazione e una pianificazione forestale non sempre adeguata.
Alla luce dei roghi segnalati anche in Piemonte, il Wwf ribadisce l’importanza di investire nella prevenzione attraverso una migliore gestione dei boschi, la creazione di discontinuità nella vegetazione, la tutela delle zone umide e una pianificazione del territorio capace di ridurre il rischio di incendi estremi. Il rapporto sottolinea inoltre il ruolo della sorveglianza del territorio, affidata a personale specializzato, volontari, Protezione Civile e guardie ecologiche, anche con il supporto di tecnologie come termocamere e sistemi di videosorveglianza. Viene inoltre evidenziata la necessità di un maggiore coordinamento tra Regioni, Comuni, aree protette, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Carabinieri Forestali, università e centri di ricerca.
Tra le proposte avanzate dal Wwf figurano anche il potenziamento dei Piani Antincendio Boschivo, campagne permanenti di sensibilizzazione, sanzioni più efficaci contro i comportamenti illeciti e un sistema più uniforme di raccolta dei dati. L’associazione evidenzia infine come meno dell’1% delle risorse disponibili venga oggi destinato alla pianificazione preventiva, mentre la maggior parte dei fondi continua a essere impiegata nelle attività di spegnimento.
Nella foto (scattata da Camilla Arecco, che ringraziamo) il rogo divampato domenica scorsa a Mornese.