Autore Redazione
venerdì
4 Settembre 2026
05:25
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Cronaca - Piemonte

Caro carburanti, l’autotrasporto piemontese lancia l’allarme: “Costi insostenibili, servono interventi mirati”

Caro carburanti, l’autotrasporto piemontese lancia l’allarme: “Costi insostenibili, servono interventi mirati”

PIEMONTE – Il sistema dell’autotrasporto piemontese è arrivato a un punto critico. L’aumento dei costi operativi, le difficoltà nei rapporti con la committenza, i margini sempre più ridotti e la continua volatilità dei prezzi stanno mettendo sotto pressione un comparto fondamentale per l’economia regionale. A pesare, in particolare, è ancora una volta il costo dei carburanti, diventato una delle principali voci di spesa per le imprese.

A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti, che chiede di superare la logica degli interventi generalizzati per arrivare a misure specifiche destinate alle categorie maggiormente colpite. L’obiettivo è duplice: sostenere le imprese dell’autotrasporto e, allo stesso tempo, aiutare le famiglie per le quali l’utilizzo dell’automobile rappresenta una necessità e non una scelta.

A fotografare la portata del problema sono innanzitutto i numeri. Secondo le previsioni dell’Ufficio studi della CGIA, nel 2026 l’aggravio complessivo a livello nazionale dovrebbe raggiungere circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4%.

La situazione appare particolarmente pesante anche in Piemonte. La stima dei rincari di benzina e gasolio per imprese e famiglie della regione è pari a 807 milioni di euro rispetto allo scorso anno, con un aumento del 19,7%.

Numeri che assumono un peso ancora maggiore quando si guarda alla struttura dei costi delle aziende di autotrasporto. Prima della crisi il carburante rappresentava circa il 20% dei costi aziendali. Oggi, secondo Confartigianato, la percentuale si aggira attorno al 30%, diventando la seconda voce più rilevante dopo quella relativa al personale.

Una crescita che riduce i margini delle imprese e rende sempre più difficile programmare investimenti e attività nel medio periodo. Il problema, infatti, non sarebbe rappresentato soltanto dal livello raggiunto dai prezzi, ma anche dalla loro continua oscillazione.

Non possiamo più permetterci di procedere giorno per giorno”, evidenzia Giovanni Rosso, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti. Gli interventi una tantum, osserva, possono offrire un sollievo immediato, ma non rappresentano una soluzione strutturale: “Le emergenze non sono più eventi eccezionali, sono diventate una prassi consolidata“.

Da qui la richiesta di ripensare gli strumenti utilizzati per contrastare il caro carburanti. Una riduzione generalizzata delle accise può apparire come la soluzione più immediata, ma secondo Confartigianato si tratta di una misura costosa e soprattutto poco selettiva, perché distribuisce il beneficio indistintamente tra soggetti che hanno esigenze e capacità economiche molto differenti.

Per il settore dell’autotrasporto, Rosso pone anche il tema della prevedibilità dei costi, chiedendo che il prezzo del carburante possa essere stabilito su base annuale, evitando alle aziende di dover continuamente fare i conti con le oscillazioni riportate sui tabelloni dei distributori.

Il Governo, ricorda Confartigianato, è intervenuto con uno stanziamento di 130 milioni di euro e con la riduzione dell’accisa sul gasolio fino al 5 settembre. Il punto, secondo l’associazione, è però individuare strumenti capaci di distinguere tra le diverse categorie di utenti.

Per un autotrasportatore, infatti, il gasolio è un costo direttamente legato all’attività d’impresa. Per un lavoratore pendolare residente in un territorio scarsamente servito dal trasporto pubblico, l’auto può essere indispensabile per raggiungere il luogo di lavoro. Allo stesso modo, l’aumento del prezzo alla pompa ha conseguenze proporzionalmente più pesanti per una famiglia con un reddito basso rispetto a un nucleo con maggiori disponibilità economiche.

È da questa considerazione che nasce la proposta di un “Credito Mobilità Rimborsabile”, uno strumento temporaneo che dovrebbe concentrare gli aiuti sulle fasce maggiormente esposte: famiglie con redditi più bassi, pendolari e cittadini che vivono nei territori nei quali l’utilizzo dell’automobile è difficilmente sostituibile con il trasporto pubblico.

Invece di ridurre il prezzo di ogni litro per tutti, utilizziamo le risorse per aiutare maggiormente chi ne ha davvero bisogno“, sostiene Rosso.

Per le imprese di autotrasporto, invece, Confartigianato chiede una misura differente e costruita sulle caratteristiche specifiche del settore. Il Governo ha già riconosciuto questa peculiarità attraverso un credito d’imposta collegato all’aumento del costo del gasolio, ma per l’associazione la misura non basta.
La richiesta è quella di arrivare a un prezzo agevolato del carburante per gli autotrasportatori, sul modello dei meccanismi già previsti per altri comparti, come agricoltura e pesca. A questo si aggiunge la proposta di abolire l’Iva al 22% applicata sulle accise.

È questa la strada che riteniamo debba essere percorsa: interventi mirati per le imprese e sostegni mirati per le famiglie, invece di distribuire le stesse risorse indistintamente“, conclude il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti.

La questione si intreccia inoltre con un’altra grande sfida che attende il settore nei prossimi anni: la transizione energetica. Alle aziende di autotrasporto viene chiesto di investire progressivamente in veicoli, tecnologie e soluzioni più sostenibili, ma l’aumento dei costi rischia di sottrarre proprio le risorse necessarie per finanziare questo cambiamento. Secondo Confartigianato, quindi, affrontare l’emergenza energetica non significa soltanto tutelare nell’immediato i bilanci delle imprese, ma anche evitare che la crisi rallenti gli investimenti necessari per rendere il settore più moderno e sostenibile.

La linea proposta dall’associazione piemontese è dunque quella di abbandonare i tagli lineari e differenziare gli interventi: da una parte misure specifiche per l’autotrasporto, dall’altra un Credito Mobilità Rimborsabile destinato alle famiglie che subiscono maggiormente l’aumento dei prezzi.

Il principio alla base della proposta è che, in presenza di risorse pubbliche limitate, distribuire lo stesso beneficio a tutti non equivale necessariamente a garantire il sostegno più efficace. Per Confartigianato occorre invece concentrare gli interventi là dove il caro carburanti incide maggiormente: sui bilanci delle imprese che vivono di trasporto e su quelli delle famiglie per le quali spostarsi in automobile resta una necessità quotidiana.

(in copertina immagine di repertorio tratta dal sito Unsplash)

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