3 Settembre 2026
16:24
Fine vita, il M5S incalza la Regione Piemonte: “Dopo la legge in Veneto, la Giunta Cirio non ha più scuse”
PIEMONTE – Il tema del fine vita torna al centro del dibattito politico anche in Piemonte. I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Pasquale Coluccio e Alberto Unia e la capogruppo Sarah Disabato chiedono alla Regione Piemonte di arrivare all’approvazione di una legge regionale, rilanciando il confronto dopo le novità arrivate dal Veneto.
“Dopo l’approvazione della legge in Veneto sul fine vita, la Giunta Cirio non ha più scuse. La Regione Piemonte abbia il coraggio di legiferare“, dichiarano i tre esponenti pentastellati, che chiedono alla maggioranza di centrodestra di affrontare la questione in Consiglio regionale.
Secondo Coluccio, Disabato e Unia, gli strumenti adottati finora dalla Giunta piemontese non sarebbero sufficienti a disciplinare una materia tanto complessa e delicata.
“Non possiamo continuare a nasconderci dietro circolari, regolamenti o rinvii. Le linee guida adottate dalla Giunta mesi fa non sostituiscono una legge e non garantiscono quelle regole chiare, uniformi e trasparenti che un diritto così delicato richiede“, sostengono i consiglieri del Movimento 5 Stelle.
Al centro della presa di posizione c’è anche il nodo della normativa nazionale. Gli esponenti M5S riconoscono la necessità di un intervento del Parlamento, ma sottolineano come, in assenza di una disciplina statale, le Regioni siano chiamate a confrontarsi con il problema.
“Siamo tutti consapevoli che servirebbe una legge nazionale. Ma l’immobilismo del Parlamento su questo tema è sotto gli occhi di tutti e, ad oggi, non esiste un percorso credibile per arrivare in tempi brevi a una disciplina statale. Di fronte a questo vuoto, le Regioni non possono limitarsi a prendere atto della situazione“, affermano.
Per il Movimento 5 Stelle piemontese, quanto accaduto in Veneto rappresenterebbe inoltre un precedente politico particolarmente significativo proprio perché maturato in una Regione amministrata dal centrodestra.
“Il Veneto, nelle scorse ore, ha dimostrato che una Regione può assumersi questa responsabilità. È la quarta Regione in Italia, la prima guidata dalla Destra. Un precedente che dimostra che, quando c’è la volontà, il tema può essere affrontato nel merito, senza ideologismi e senza alibi“, proseguono Coluccio, Disabato e Unia.
In Piemonte il confronto è destinato a riaccendersi anche sul piano istituzionale. Il M5S ricorda infatti di aver già depositato, all’inizio dell’anno, una proposta di legge con primo firmatario Pasquale Coluccio. Il testo, spiegano i consiglieri, punta a recepire a livello regionale i principi affermati dalla Corte Costituzionale in materia. A questa iniziativa si affianca la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni, sostenuta – ricorda il Movimento 5 Stelle – da oltre 12mila piemontesi. Per i pentastellati si tratta di un nuovo tentativo dei cittadini di portare il tema all’interno delle istituzioni regionali.
Il precedente risale a tre anni fa, quando un’altra proposta sul fine vita non arrivò alla discussione nel merito dopo che la maggioranza votò una pregiudiziale di incostituzionalità. Il prossimo passaggio è atteso in autunno. “Da ottobre il tema tornerà all’attenzione delle commissioni. Auspichiamo che la Destra abbia il coraggio di discuterlo davvero”, dichiarano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.
“Il Piemonte non ha bisogno di scuse, ma di una legge di civiltà”, concludono Pasquale Coluccio, Sarah Disabato e Alberto Unia.
(in copertina immagine di repertorio tratta dal sito Unsplash)