Cronaca - Alto Piemonte - Novara

Novara, blitz sull’Allea per gli ibis sacri. Protestano gli ambientalisti

NOVARA – Continua a far discutere la gestione della maxi-colonia di ibis sacri che ha ormai trovato casa sui grandi alberi – in particolare cedri e abeti – del parco dell’Allea, nel pieno centro della città. Questa mattina la situazione si è surriscaldata a seguito di un intervento che ha attirato l’attenzione e la preoccupazione di numerosi passanti.

L’intervento e le segnalazioni dei cittadini

L’azione – concentrata in particolare nella zona retrostante il monumento ai caduti di viale IV novembre –  ha visto in campo gli agenti della Polizia Provinciale, coadiuvati dalla Polizia Locale del capoluogo e da una ditta specializzata nella manutenzione del verde. Numerosissime le segnalazioni sui gruppi Facebook cittadini

Rami tagliati e nidi rimossi: scatta il recupero dei volatili

I tecnici del verde hanno tagliato diversi rami del grosso cedro che rappresenta una delle dimore preferite dagli ibis sacri, lasciando a terra i segni dei nidi rimossi e del fogliame potato. Contemporaneamente, gli agenti della Provinciale hanno raccolto da terra alcuni esemplari caduti dai rami per poi chiuderli in una gabbia posizionata a bordo di un furgone di servizio. L’intera area è stata transennata con nastri di cantiere, mentre una folla di cittadini si è fermata a osservare e a documentare la scena con foto e video sui propri smartphone.

La protesta di “Albero Amico”: «Intervento inutile e dannoso»

A monitorare la situazione fin dalle prime ore del mattino c’erano anche le attiviste dell’associazione ambientalista “Albero Amico”, Maria Luisa Tornotti e Michela Casella, che hanno espresso una dura condanna verso l’operazione. Secondo l’associazione si tratta di un intervento che, oltre a essere del tutto inutile per ridurre la presenza degli ibis, rischia di rivelarsi dannoso per la salute degli alberi stessi.

Le attiviste hanno sottolineato che bisognerebbe lasciare in pace gli uccelli e pensare piuttosto a pulire l’Allea, poiché l’aria diventa irrespirabile a causa del guano e delle carcasse che restano abbandonati per giorni.

La Provincia: intervento secondo legge

Sul web e sui canali social si è già scatenata l’ennesima bufera mediatica tra chi chiede interventi per il decoro urbano e chi difende gli animali. Il nodo centrale resta così irrisolto: la convivenza con questa specie “alloctona”, considerata una delle tante conseguenze dei cambiamenti climatici in atto sul territorio, continua a non trovare una soluzione praticabile e condivisa.

La Provincia di Novara dal canto suo si limita a precisare che l’intervento è stato portato a termine nel rispetto della legge e con metodi incruenti

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