Autore Redazione
venerdì
10 Luglio 2026
13:00
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Cronaca - Novara

Rapina e ferisce un’anziana a Novara: tradito dal taxi, arrestato 

Rapina e ferisce un’anziana a Novara: tradito dal taxi, arrestato 

NOVARA – Ha finto di essere un Carabiniere per metterle le mani su un tesoro da oltre 30.000 euro tra contanti e gioielli. Poi, per assicurarsi la fuga, non ha esitato a spingere a terra una donna ultraottantenne, fratturandole due costole. La corsa di un trentenne campano, pluripregiudicato, si è però fermata venerdì 3 luglio alla stazione di Venezia, dove la Polizia Ferroviaria lo ha intercettato e ammanettato al suo rientro dalla Germania.

La truffa del “falso bando” e l’aggressione

Il drammatico episodio risale allo scorso 5 febbraio nel centro di Novara. L’anziana era stata agganciata con la classica truffa del “falso bando”: una telefonata da un sedicente esponente delle Forze dell’Ordine che la informava, falsamente, di essere indagata per un furto in gioielleria a causa del furto dei suoi dati personali. Per “discolparsi”, la donna avrebbe dovuto consegnare oro e denaro a un collega che da lì a poco si sarebbe presentato alla sua porta per delle verifiche.

Mentre la vittima era ancora al telefono, il complice – il trentenne poi finito in manette – è entrato in azione. Spacciandosi per Carabiniere, si è fatto aprire la cassaforte, facendo man bassa di preziosi. Prima di scappare, ha spinto violentemente a terra l’anziana: per lei 30 giorni di prognosi a causa della frattura di due costole.

Tradito dal taxi e la fuga all’estero

Le indagini della Squadra Mobile di Novara sono scattate immediatamente. Analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza cittadine, i poliziotti hanno scoperto che il malvivente era arrivato nei pressi della casa della vittima a bordo di un taxi, per poi allontanarsi a piedi dopo il colpo. Sviluppando questo prezioso indizio, gli investigatori sono risaliti all’identità dell’uomo, un trentenne originario della Campania ma formalmente residente in Emilia Romagna e di fatto domiciliato a Napoli.

Già il 23 febbraio scorso, il Gip del Tribunale di Novara aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Quando gli agenti della Mobile si sono recati a Napoli per arrestarlo, il giovane – intuendo di avere il fiato sul collo – era però già fuggito all’estero, rendendosi irreperibile.

Il capolinea a Venezia

La latitanza in Germania è durata pochi mesi. Il trentenne ha fatto rientro in Italia a bordo di un treno ed è stato sottoposto a un controllo di routine da parte della Polfer di Venezia. Una volta accertata la sua reale identità, per lui si sono aperte le porte del carcere. Dovrà rispondere di rapina aggravata e lesioni.

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