Autore Redazione
sabato
11 Luglio 2026
08:26
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Cronaca - Alto Piemonte - Biella - Novara - Verbania - Vercelli

Assunzioni nell’Alto Piemonte: a luglio cresce la domanda, ma quasi un’impresa su due fatica a trovare personale

Assunzioni nell’Alto Piemonte: a luglio cresce la domanda, ma quasi un’impresa su due fatica a trovare personale

ALTO PIEMONTE – Le imprese dell’Alto Piemonte prevedono 6.220 nuove assunzioni nel mese di luglio 2026, con un incremento di 110 unità rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato rappresenta il 20,1% delle entrate occupazionali previste in tutto il Piemonte e conferma una domanda di lavoro sostenuta, trainata soprattutto dal settore dei servizi, anche se continua a pesare la difficoltà nel reperire i profili professionali richiesti.

È quanto emerge dal Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e analizzato dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

A caratterizzare il mercato del lavoro delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli è innanzitutto il forte ricorso ai contratti a tempo determinato, che rappresentano oltre il 74% delle assunzioni previste. Le imprese che intendono assumere sono inoltre una quota limitata del totale, compresa tra il 16% e il 21%, mentre resta elevata la difficoltà nel trovare candidati con le competenze richieste: il fenomeno interessa infatti tra il 45% e il 49% delle posizioni aperte.

Le aziende continuano inoltre a privilegiare lavoratori con una precedente esperienza nello stesso settore o nella stessa professione, requisito richiesto nella maggior parte dei casi. I comparti che concentrano il maggior numero di opportunità sono quelli dei servizi di alloggio e ristorazione, del commercio e dei servizi alla persona, confermando il ruolo centrale del terziario nell’economia dell’Alto Piemonte.

La provincia di Novara registra il maggior numero di ingressi previsti, con 2.670 assunzioni, seppur in lieve calo rispetto allo scorso anno (-40). L’81% dei contratti sarà a termine e il 61% delle opportunità riguarderà il settore dei servizi. Le figure più richieste si concentrano nella ristorazione e nell’accoglienza (520 posti), seguite dal commercio (340), dai servizi alla persona (250), dall’industria meccanica ed elettronica (230) e dalle costruzioni (200). Un terzo delle opportunità sarà destinato ai giovani con meno di 30 anni.

Nel Verbano Cusio Ossola sono previste 1.430 assunzioni, cinquanta in più rispetto al luglio 2025. Si tratta del territorio con la maggiore incidenza di contratti a termine, pari all’88%, e con una fortissima concentrazione nel comparto dei servizi, che assorbe l’82% delle entrate. Il turismo continua a rappresentare il principale motore dell’occupazione: il solo settore dell’alloggio e della ristorazione richiederà 690 lavoratori, quasi la metà del totale provinciale.

Anche Vercelli registra una crescita significativa, con 1.200 assunzioni, in aumento di 140 unità rispetto allo scorso anno. In questa provincia il comparto che esprime il maggiore fabbisogno è il commercio, con 240 ingressi previsti, seguito da alloggio e ristorazione (190), servizi alla persona (140), costruzioni (120) e logistica (70). Rimane però la provincia dove le imprese incontrano le maggiori difficoltà di reperimento, che interessano il 49% delle posizioni aperte.

In provincia di Biella, infine, sono previste 920 assunzioni, quaranta in meno rispetto al luglio 2025. Il 74% dei contratti sarà a termine e il 63% delle opportunità riguarderà il settore dei servizi. Il comparto con il maggiore fabbisogno è quello dell’alloggio e della ristorazione (170 ingressi), seguito dal commercio (120), dai servizi alla persona (110), dall’industria tessile, dell’abbigliamento e delle calzature (90) e dalle costruzioni (80). Anche qui quasi un’impresa su due segnala difficoltà nel reperire i lavoratori richiesti.

Nel complesso il quadro delineato dall’indagine Excelsior evidenzia un mercato del lavoro dinamico, sostenuto dalla stagione estiva e dalla crescita dei servizi, ma ancora frenato dalla carenza di personale qualificato e dal forte ricorso ai contratti a tempo determinato.

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