Redazione13 Luglio 2026
16:18
Detenuto sale sul tetto del carcere di Vercelli: sei ore di tensione. Il SAPPE: “Polizia Penitenziaria lasciata sola”

A rendere noto l’accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che sottolinea come l’intero dispositivo di sicurezza abbia garantito il controllo dell’istituto per tutta la durata della protesta. All’esterno del carcere sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e personale della Polizia di Stato, presenti a scopo precauzionale per monitorare l’evolversi della situazione.
Secondo quanto riferito da Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE, e da Mario Corvino, vicesegretario regionale per il Piemonte, il protagonista dell’episodio è un detenuto con fine pena fissata a marzo 2029. L’uomo, descritto come di corporatura particolarmente esile, stava usufruendo dell’ora d’aria nel cortile passeggi quando è riuscito a raggiungere il tetto della struttura, dove è rimasto per diverse ore.
Per il SAPPE si è trattato di una protesta improvvisa che ha messo ancora una volta in evidenza la complessità della gestione della popolazione detenuta e il livello di preparazione richiesto agli agenti della Polizia Penitenziaria, chiamati quotidianamente ad affrontare situazioni ad alto rischio.
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha attribuito il buon esito dell’intervento alla professionalità del personale in servizio. “Il merito dell’esito positivo va all’opera di mediazione e negoziazione condotta dalla Polizia Penitenziaria, che ha operato con equilibrio, professionalità e straordinario senso dello Stato”, ha dichiarato, sottolineando come episodi di questo tipo dimostrino l’importanza della capacità di dialogo, oltre che dell’efficienza operativa.
Il sindacato torna quindi a chiedere interventi strutturali per gli istituti penitenziari più in difficoltà, a partire da quello di Vercelli. Secondo Capece, è necessario rafforzare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro del personale e adeguare la gestione della popolazione detenuta alle reali capacità ricettive delle carceri. “Non è più accettabile – conclude – chiedere alla Polizia Penitenziaria di supplire, con il solo spirito di servizio, alle carenze del sistema”. Il SAPPE ha infine auspicato che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria riconosca ufficialmente l’operato degli agenti intervenuti, il cui lavoro avrebbe evitato conseguenze ben più gravi.
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