Autore Redazione
giovedì
30 Aprile 2026
10:33
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Cronaca - Pavia - Provincia di Pavia

Operazione Clean 3: ricatti, favori e controlli pilotati nei cantieri edili. Otto indagati

Operazione Clean 3: ricatti, favori e controlli pilotati nei cantieri edili. Otto indagati

PAVIA – La Procura della Repubblica di Pavia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’operazione “Clean 3”, che coinvolge otto persone tra cui quattro carabinieri, un dirigente dell’ATS di Pavia e tre imprenditori del settore edilizio.

Al centro dell’inchiesta figura un brigadiere dei Carabinieri, all’epoca in servizio presso il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Pavia, già emerso nelle precedenti operazioni Clean I e Clean II. Secondo l’impianto accusatorio, il militare avrebbe gestito per anni un sistema illecito basato su corruzione e ricatti durante i controlli nei cantieri edili.

Le indagini avrebbero documentato richieste di denaro agli imprenditori sotto la minaccia di pesanti sanzioni, sospensioni dei lavori o denunce all’autorità giudiziaria. In altri casi, invece, il brigadiere avrebbe garantito una sorta di “immunità” agli imprenditori ritenuti vicini, in cambio di soldi o altri favori.

Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, avrebbe creato un clima di paura tra gli operatori del settore, come dimostrato anche dalle testimonianze raccolte. Frasi intimidatorie e minacce di bloccare l’attività lavorativa avrebbero accompagnato i controlli, condizionando pesantemente il mercato e penalizzando chi non accettava di piegarsi al sistema.

L’inchiesta ha inoltre portato alla luce presunte manipolazioni delle attività investigative: dalla falsificazione di modelli di pagamento delle sanzioni per ottenere archiviazioni indebite, fino all’alterazione di intercettazioni, alla scomparsa di fascicoli e alla rivelazione di segreti d’ufficio. Non sarebbero mancate neppure segnalazioni preventive di controlli agli imprenditori “amici”, così da consentire loro di mettersi in regola prima delle ispezioni.

Coinvolti anche altri carabinieri e un dirigente dell’ATS, accusati a vario titolo di concorso in episodi corruttivi e di sviamento delle indagini. Tra gli episodi più recenti figura un tentativo di concussione nel 2023 ai danni di un imprenditore edile, che avrebbe denunciato il ricatto: pagare una somma di denaro o subire blocchi prolungati dei cantieri e controlli a catena. L’imprenditore avrebbe rifiutato, subendo però ulteriori sanzioni, anche attraverso la presunta falsificazione di un verbale.

Emergono inoltre altri filoni: un imprenditore avrebbe garantito al brigadiere e ai suoi familiari affitti agevolati o gratuiti in cambio di informazioni riservate sui controlli; un altro carabiniere, addetto alla scorta di un magistrato, è accusato di aver ricevuto denaro per accelerare una procedura di sfratto, arrivando anche a coinvolgere terzi per esercitare pressioni sugli inquilini.

Le indagini, durate oltre due anni, sono state condotte dalla Guardia di Finanza di Pavia attraverso intercettazioni, analisi documentali e bancarie, perquisizioni e l’esame dei dispositivi sequestrati, da cui sono emersi elementi ritenuti rilevanti a sostegno dell’ipotesi accusatoria.
Ora la parola passa alla fase processuale, dove le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel contraddittorio tra le parti.

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