13 Luglio 2026
05:30
Popillia japonica, cresce l’allarme in Lombardia: Cia chiede più prevenzione contro il coleottero invasivo
LOMBARDIA – Cresce la preoccupazione per la diffusione della Popillia japonica in Lombardia. Il coleottero invasivo, presente sul territorio regionale da circa dieci anni, continua infatti ad espandersi e, secondo Cia Lombardia, rappresenta ormai una minaccia sempre più seria per l’agricoltura, il florovivaismo e il verde pubblico e privato. L’organizzazione agricola chiede un rafforzamento delle attività di prevenzione, monitoraggio e contenimento, sottolineando come il fenomeno abbia ormai assunto carattere strutturale.
Le segnalazioni provenienti dalle aziende agricole, dai florovivaisti e dai cittadini aumentano di giorno in giorno. Le situazioni più critiche vengono registrate nelle province di Lecco, Como e Monza e Brianza, ma la presenza dell’insetto interessa ormai gran parte del territorio lombardo. In diverse aree sono stati segnalati anche veri e propri sciami che stanno causando danni a coltivazioni, piante ornamentali, prati e perfino disagi alla circolazione stradale.
Nei giorni scorsi Regione Lombardia aveva comunicato che, sulla base delle attività svolte dal Servizio Fitosanitario regionale, la situazione risultava sotto controllo. Tuttavia, secondo Cia Lombardia, l’evoluzione registrata nelle ultime settimane dimostra come sia necessario mantenere alta l’attenzione e intensificare ulteriormente gli interventi.
“La situazione sta cambiando molto rapidamente”, spiega Luca Colombo, presidente di Cia Alta Lombardia e florovivaista. “Riceviamo continuamente segnalazioni di sciami di insetti, coltivazioni e piante ornamentali gravemente colpite, prati invasi e problemi che ormai riguardano anche le strade. Le richieste di aiuto sono in costante aumento e confermano la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contenimento”.
Originaria dell’Asia orientale, la Popillia japonica è considerata una delle specie invasive più dannose. Gli esemplari adulti si nutrono di foglie, fiori e frutti di oltre 300 specie vegetali, provocando danni alle colture agricole, ai vivai e alle piante ornamentali. Le larve, invece, si sviluppano nel terreno e si alimentano delle radici dei prati, compromettendo tappeti erbosi e superfici verdi.
Secondo Cia Lombardia, la progressiva espansione del coleottero dimostra che non si tratta più di un fenomeno occasionale. Per questo l’organizzazione sollecita una strategia di medio e lungo periodo che coinvolga istituzioni, enti tecnici e organizzazioni agricole.
“Sappiamo che Regione Lombardia e il Servizio Fitosanitario lavorano da anni sul monitoraggio e sul contenimento del parassita”, prosegue Colombo, “ma oggi siamo di fronte a un insetto che continua ad aumentare la propria diffusione. È indispensabile programmare interventi sempre più efficaci e condivisi con il mondo agricolo”.
Anche il presidente di Cia Lombardia, Paolo Maccazzola, invita a rafforzare il coordinamento istituzionale. L’obiettivo è mettere in campo misure capaci di sostenere le imprese agricole e il comparto florovivaistico, sempre più esposti agli effetti della diffusione della Popillia japonica.
Tra le criticità evidenziate vi è anche la difficoltà, soprattutto nel settore florovivaistico, di proteggere migliaia di piante con reti o altri sistemi di difesa, una soluzione spesso insostenibile sia dal punto di vista economico sia da quello organizzativo.
Per questo Cia Lombardia rinnova la propria disponibilità a collaborare con Regione Lombardia, il Servizio Fitosanitario e gli altri enti coinvolti per individuare strumenti di contrasto sempre più efficaci. L’obiettivo, sottolinea l’associazione, è evitare che la crescita costante della Popillia japonica comprometta ulteriormente il patrimonio agricolo, florovivaistico e ambientale della regione.