ALESSANDRIA – “Rendere reale ciò che si è sempre definito come possibile”. Con l’inserimento nel “decreto Genova”dell’emendamento presentato dall’onorevole alessandrino Riccardo Molinari , Alessandria per il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha ora “l’opportunità” di sviluppare la sua vocazione logistica.

Far rientrare il capoluogo, insieme ad Arquata, Novi e Belforte nella  Zona Logistica Semplificata (ZLS) non è stato facile, ha raccontato il capogruppo alla Camera della Lega. Scattata la “battaglia politica per agganciare anche aree lontane dal mare alla ZLS è partita la “corsa” tra i vari territori per “accaparrarsi” il titolo e le agevolazioni in termini fiscali e burocratiche. Molinari con l’emendamento è riuscito “a correggere il tiro” del decreto e includere non solo l’intera zona dell’interporto di Rivalta ma anche aree dove un interporto ancora non c’è, come Alessandria.

I territori della Zona Logistica Semplificata, infatti, avranno 14 anni di tempo (7+7) per realizzare un’area interportuale e sviluppare la logistica. Le specifiche agevolazioni per le ZLS devono ancora essere definite ma intanto Alessandria è stata inserita nel testo base del decreto “e gli altri, invece, devono aspettare ha commentato soddisfatto il parlamentare alessandrino. Il tema dello scalo ferroviario e della logistica ad Alessandria è sempre stato una priorità per l’amministrazione, ha ricordato il sindaco. “Era uno dei punti del nostro programma elettorale. È stato ribadito nel programma di mandato e anche con azioni concrete che hanno portato a rilanciare il ruolo di Slala ha aggiunto Gianfranco Cuttica di Revigliasco, affiancato proprio dal presidente della fondazione nata per lo sviluppo del sistema logistico del Nord Ovest, Cesare Rossini.Slala è rinata e ed è ripartita perché la logistica non è solo un termine con cui riempirsi la bocca” ha precisato il presidente. Logistica vuol dire “occupazione che nel tempo l’Alessandrino ha progressivamente perso. “Anni fa erano 980 le persone e impiegate ad Alessandria per lo smistamento merci. Oggi sono 18”. Il territorio ora “deve dimostrare di riuscire a sfruttare nel migliore dei modi” il decreto Genova. La partita è complessa e va giocata anche con Mercitalia, Rfi e Trenord che oggi hanno in mano lo scalo alessandrino ma “player importanti” sarebbero già interessati alla zona di Alessandria, ha svelato Rossini, senza però sbilanciarsi su nomi.

Con il decreto Genova e l’emendamento, ha puntualizzato poi Molinari, la Lega ha anche chiarito la sua pozione rispetto al Terzo Valico. “Nel decreto si stanziano importanti risorse per il porto in previsione di un aumento dell’attività e l’opera propedeutica all’aumento di merci non può che essere il Terzo Valico”. Anche se l’opera non è espressamente citata nel testo, ha spiegato il capogruppo alla Camera, il decreto Genova conterebbe “tutti gli indizi” della volontà di andare avanti con la realizzazione del Terzo Valico “per cui non c’è alcun impegno della Lega ad attendere i risultati dell’analisi costi-benefici. Nel contratto di Governo si parla di Tav, che per noi deve comunque essere ultimata, e non di Terzo Valico, che per l’Alessandrino è un’opera fondamentale”.