2 Aprile 2026
17:18
Sicurezza, la minoranza replica al centrosinistra: “Se la colpa è sempre di altri, voi cosa ci state a fare?”
ALESSANDRIA – I recenti casi di cronaca ad Alessandria come l’aggressione contro una donna su un autobus e gli episodi denunciati dai tassisti davanti alla stazione, hanno infiammato il dibattito politico in città. Sul tema della sicurezza i gruppi di maggioranza hanno rivendicato “investimenti concreti” come “le telecamere, i nuovi impianti di illuminazione pubblica, l’aumento degli agenti di Polizia Locale“ oltre all’istituzione delle zone rosse, a fronte, secondo gli esponenti di Pd, Lista Abonante, M5s, Azione, Alessandria Civica, Moderati e SìAmo Alessandria, “di un Governo che se ne frega”.
“Quattro anni fa il manifesto elettorale dell’attuale sindaco di Alessandria e del campo larghissimo, dall’estrema sinistra a un assessore della giunta di centrodestra precedente, recitava ‘Scegli un’idea precisa di città’. L’idea precisa” ha sottolineato il capogruppo della Lega alla Camera, l’Onorevole Riccardo Molinari “direi che dopo quattro anni di mandato ce la siamo fatta tutti, ma nonostante tutto per il sindaco la colpa è sempre della Provincia, della Regione, del Governo o magari addirittura dei giornalisti che danno le notizie. Ancora un anno di pazienza”.
“Amministrare una città capoluogo significa assumersi delle responsabilità, non limitarsi a elencare ciò che è stato fatto e, quando qualcosa non funziona, spostare il problema su altri livelli istituzionali” ha aggiunto il capogruppo della Lega in consiglio comunale ad Alessandria, Mattia Roggero. Secondo l’esponente del Carroccio non si tratterebbe di episodi isolati ma “fatti concreti che alimentano una percezione sempre più diffusa di insicurezza, soprattutto nei quartieri più periferici, dove sempre più cittadini segnalano situazioni sospette e tentativi di furto nelle abitazioni. Questa è la fotografia di Alessandria, primavera 2026″.
Roggero ha poi contestato le dichiarazioni dei gruppi di maggioranza: “Di fronte a tutto questo, la risposta dell’ampio e sgangherato “campo largo” che sostiene il sindaco Giorgio Abonante è stata immediata: scaricare ogni responsabilità sul Governo. È la stessa giustificazione che sentiamo dal 2022. Ma allora viene una domanda semplice: se a pensare ad Alessandria devono essere sempre gli altri, voi cosa ci state a fare? Nel 2022 parlavate di un’idea precisa di città. Oggi, però, di quell’idea è rimasta un’eco lontana. E non si costruisce certo con comunicati, slogan e ruote panoramiche a Natale. La sicurezza non è comunicazione. È presenza, prevenzione, capacità di intervenire prima che certi fenomeni degenerino. Le forze dell’ordine e la Polizia Locale fanno il loro lavoro, spesso con grande impegno. Ma non basta. E non basta nemmeno rivendicare telecamere o zone rosse se poi la realtà racconta altro. Il punto non è fare polemica. Il punto è prendere atto della realtà. Se dopo quattro anni si continuano a registrare episodi come questi e cresce la percezione di insicurezza tra i cittadini, significa che quanto fatto finora non è stato sufficiente”.
Roggero ha infine invocato “un cambio di passo“: “Da parte nostra, senza retorica, stiamo già lavorando per costruire un’alternativa credibile, confrontandoci con le energie migliori della città e con la stragrande maggioranza degli alessandrini perbene. Perché Alessandria può e deve invertire la rotta”.
“Fa sorridere che la sinistra alessandrina provi a scaricare tutto sul Governo proprio mentre rivendica telecamere, Polizia Locale e ‘zone rosse’: cioè strumenti che dipendono in misura decisiva da norme, indirizzi e risorse nazionali“ le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia Emanuele Locci “nel comunicato diffuso oggi la maggioranza prova a fare propaganda dopo gli ultimi episodi davanti alla stazione e dopo la grave aggressione subita da una donna su un autobus, ma la verità è che quando la sinistra deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte o rispondere dei propri errori davanti ai cittadini, cerca sempre capri espiatori a Roma o a Torino per mascherare la propria inadeguatezza di governo. La videosorveglianza tanto sbandierata dalla sinistra locale viene sostenuta anche da fondi del Viminale: nel novembre 2025 il Ministero dell’Interno ha stanziato 24.5 milioni di euro per i progetti di 336 Comuni e, in provincia di Alessandria, la Prefettura ha approvato 35 progetti di videosorveglianza, compreso quello del capoluogo. Allo stesso modo, le cosiddette ‘zone rosse’ non sono nate da un’improvvisa intuizione del centrosinistra, ma dalla direttiva voluta dal ministro Piantedosi per rafforzare la sicurezza urbana nelle aree più critiche, comprese stazioni e zone segnate da degrado e criminalità diffusa”.
Secondo Locci, inoltre, “il Governo Meloni ha continuato a rafforzare la presenza dello Stato sui territori: a gennaio 2026 il Viminale ha annunciato l’arrivo di 3.500 nuovi poliziotti. Questa è la differenza tra chi governa e chi fa soltanto propaganda: il Governo mette uomini, strumenti e risorse; la sinistra locale incassa i benefici e poi, per coprire i propri fallimenti, inscena lo scaricabarile. Ad Alessandria, però, i cittadini giudicano i risultati concreti. E i numeri ufficiali del Comune raccontano una realtà che smentisce la propaganda della maggioranza: gli effettivi della Polizia Locale sono passati soltanto da 74 a 76; i controlli sono diminuiti in modo significativo. Sono numeri che chiamano direttamente in causa questa amministrazione e che dimostrano come non bastino gli slogan per garantire sicurezza vera ai cittadini. C’è poi una responsabilità politica e culturale che la sinistra non può continuare a nascondere. Per anni ha coltivato un approccio indulgente verso l’immigrazione irregolare, verso il degrado, verso il giustificazionismo sociale e verso modelli culturali incompatibili con il rispetto della donna, della legalità e dell’autorità dello Stato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ogni volta che avviene un episodio grave, anziché fare autocritica, la sinistra ha la coda di paglia e prova a spostare il bersaglio sul Governo. Ma la sicurezza non si difende con il buonismo ideologico: si difende applicando la legge con fermezza, svolgendo controlli capillari, radicando la presenza dello Stato, favorendo i rimpatri per chi non ha titolo a restare ed espellendo chi delinque”.
L’esponente di Fratelli d’Italia ha attaccato “l’ipocrisia di una sinistra che oggi, dopo l’ennesima aggressione, si scaglia contro il Governo, ma in città continua a essere ambigua quando c’è da stare davvero dalla parte della legalità. Perché mentre si invocano più sicurezza e più tutela per le donne, il Comune assegna spazi pubblici a realtà che poi sottoscrivono note di solidarietà politica verso i 17 denunciati per resistenza e lesioni che hanno partecipato all’assalto alla stazione di Alessandria e hanno aggredito proprio quelle forze dell’ordine che rappresentano la prima linea di chi garantisce la nostra sicurezza. Questo è il problema della sinistra: durissima a parole quando conviene, indulgente nei fatti verso i propri mondi di riferimento. Perfino in Europa, intanto, il vento sta cambiando. Il Parlamento europeo ha approvato l’avvio dei negoziati sul nuovo regolamento sui rimpatri, che prevede anche la possibilità di trasferimenti verso Paesi terzi sulla base di accordi, inclusi i cosiddetti hub di rimpatrio. A contestare l’avvio di questo percorso sono stati proprio i gruppi di sinistra. Ancora una volta, la sinistra si schiera contro strumenti più efficaci per gestire l’immigrazione illegale e accelerare i rimpatri, salvo poi lamentarsi delle conseguenze nei territori. È la conferma che la linea del Governo Meloni, compresa quella sui centri fuori dai confini dell’Unione per la gestione dei rimpatri, era ed è la linea giusta. Lo stesso schema si è visto anche in Parlamento: mentre il Governo rafforza gli strumenti sulla sicurezza, Pd, M5S, Avs e Italia Viva hanno presentato una risoluzione comune contro i decreti sulla sicurezza. Prima osteggiano le misure di fermezza, poi nei territori cercano di usarne gli effetti per coprire le proprie mancanze. La sinistra alessandrina oggi usa gli strumenti resi possibili dal Governo Meloni, ma continua ad attaccare il Governo per coprire le proprie insufficienze amministrative e la propria subalternità culturale al buonismo. Fratelli d’Italia sta dalla parte dei cittadini onesti, delle donne che hanno diritto a muoversi senza paura, dei lavoratori, dei pendolari, delle forze dell’ordine e di chi chiede una città ordinata, controllata e sicura”.
“Un atto di violenza inaccettabile. La città merita sicurezza, rispetto e tutela per le donne“ le parole del consigliere comunale di Forza Italia Alessandria e consigliere regionale Davide Buzzi Langhi “l’aggressione avvenuta ieri sul bus numero 5 è un fatto gravissimo, che scuote profondamente la nostra comunità. Una donna e suo figlio sono stati vittime di una violenza brutale, in pieno giorno, su un mezzo pubblico. Questo non è accettabile. Alessandria merita sicurezza, rispetto e protezione’. Dalle urla che si sentono nel video circolato sui social, gli aggressori sembrerebbero stranieri, ma questo non cambia la sostanza: chi vive in questa città deve rispettare le leggi e la dignità delle persone. Non esistono attenuanti. È il momento di reagire con decisione, di rafforzare i controlli e di restituire ai cittadini la serenità che hanno perso. La violenza contro le donne non appartiene a una cultura, a una nazionalità o a un’origine specifica. È un fenomeno radicato in modelli di sopraffazione che attraversano confini e società. Per questo va contrastata ovunque si manifesti, senza ambiguità e senza sconti. Chi vive in questo Paese – indipendentemente dalla provenienza – ha il dovere di rispettare le leggi, la dignità delle persone e i principi fondamentali di parità. Comportamenti aggressivi, intimidatori o lesivi nei confronti delle donne non sono tollerabili e non troveranno mai alcuna giustificazione”.