8 Aprile 2026
05:52
Sanità, assessore Riboldi difende visite ed esami serali e nel fine settimana: “Andremo avanti”
PIEMONTE – L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Federico Riboldi è intervenuto sul tema delle prestazioni serali e nei fine settimana, rispondendo alle critiche delle opposizioni e rivendicando il lavoro fatto dalla Regione per provare ad accorciare i tempi di attesa. “Come già detto più volte nelle settimane scorse ai colleghi del consigliere Valle, chiedo anche a lui di confrontarsi con chi, grazie a queste attività straordinarie, ha potuto accedere più rapidamente a visite ed esami rientrando nel perimetro della sanità pubblica. Perché le prestazioni serali e nei fine settimana non risolveranno il problema delle liste di attesa, ma sono una prima risposta concreta”, ha sottolineato Riboldi, aggiungendo che anche altre Regioni, come la Puglia, hanno adottato un modello simile.
L’esponente della giunta Cirio ha spiegato che l’indicazione data alle Aziende sanitarie è stata quella di aumentare l’offerta di prestazioni, anche con aperture straordinarie serali e nel weekend, per dare risposte più rapide ai cittadini. Una scelta che, ha ribadito, è stata portata avanti tenendo conto delle diverse esigenze dei territori.
Nel suo intervento Riboldi ha anche richiamato la distinzione tra prestazione sanitaria e percorso di cura. La prima riguarda il singolo atto, come una visita o un esame, mentre il secondo comprende l’insieme delle prestazioni che accompagnano il paziente dalla diagnosi alla terapia e poi al follow-up. Secondo l’assessore, leggere il tema delle liste d’attesa solo attraverso alcuni numeri rischia di non restituire la complessità del sistema.
Per questo, ha aggiunto, parlare di prestazioni “fuori piano” è fuorviante. “L’obiettivo è garantire ai cittadini le risposte di cui hanno bisogno, anche ampliando l’offerta dove necessario”, ha evidenziato, ricordando che le attività straordinarie non bastano da sole a risolvere un problema strutturale, ma rappresentano comunque uno strumento concreto per ridurre le attese e riportare i cittadini nella sanità pubblica.
Guardando al 2026, Riboldi ha spiegato che il lavoro è già partito per confermare almeno 250 mila prestazioni erogate lo scorso anno. Per farlo, ha aggiunto, la Regione ha già stanziato 35 milioni di euro. Una linea che, secondo l’assessore, si affianca al rafforzamento della rete territoriale, allo sviluppo delle Case di comunità e all’evoluzione dei sistemi di prenotazione con il nuovo Cup integrato con l’intelligenza artificiale. “Il confronto è sempre utile quando si basa su dati corretti e su una visione complessiva del sistema sanitario e non sulla ricerca di titoli e visibilità”, ha concluso Riboldi.