21 Aprile 2026
15:28
Fornaro contro La Russa: “Offende Resistenza, nessuna equiparazione tra partigiani e Salò”
ITALIA – “Le dichiarazioni di Ignazio La Russa sono gravi e inaccettabili, soprattutto perché arrivano dalla seconda carica dello Stato alla vigilia della Festa della Liberazione. Non esiste alcuna “pacificazione” possibile che passi per l’equiparazione tra partigiani e repubblichini. È una forzatura storica e morale che offende la memoria della Resistenza e tradisce i valori su cui si fonda la nostra Repubblica”. Lo ha spiegato Federico Fornaro, deputato Pd, Presidente della Giunta delle elezioni, in una nota in cui condanna la posizione del Presidente del Senato dopo le sue dichiarazioni sul 25 aprile.
La Russa ha dichiarato che quando era ministro della Difesa, nessuno lo obbligava, ma andava “a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana“. “Ci andavo in forma privata – ha aggiunto – perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione – ha concluso – che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei”.
“I partigiani hanno combattuto per la libertà, la democrazia e la dignità del Paese; i militanti della Repubblica Sociale Italiana hanno scelto di stare dalla parte di un regime complice del nazismo e responsabile di persecuzioni, repressione e violenze, non spettatori, ma complici attivi nella persecuzione degli ebrei” ha replicato Federico Fornaro. “Mettere queste esperienze sullo stesso piano non è un gesto di riconciliazione: è un tentativo di riscrivere la storia e di indebolire il significato profondo del 25 aprile. Ed è tanto più grave se a farlo è chi dovrebbe rappresentare le istituzioni repubblicane nate proprio dalla sconfitta del fascismo. La verità storica non è negoziabile: la Repubblica italiana nasce dalla Resistenza. Chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di ricordarlo con rispetto e senza ambiguità“.