Autore Redazione
venerdì
29 Maggio 2026
05:19
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Cronaca - Alessandria

Produzione industriale: provincia Alessandria cresce del 4,7%, miglior dato del Piemonte. In calo la gioielleria

Produzione industriale: provincia Alessandria cresce del 4,7%, miglior dato del Piemonte. In calo la gioielleria

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – La produzione industriale della provincia di Alessandria cresce del 4,7% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che rappresenta il migliore risultato del Piemonte, superiore alla media regionale del +2,3%. I dati emergono dall’indagine sull’industria manifatturiera realizzata da Unioncamere Piemonte insieme agli uffici studi delle Camere di Commercio provinciali. La rilevazione ha coinvolto 221 imprese industriali alessandrine, per un totale di 7.866 addetti e un fatturato complessivo di 4,2 miliardi di euro.

“Alessandria segna il dato migliore in Piemonte” ha sottolineato Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di Commercio Alessandria-Asti, evidenziando comunque le difficoltà legate al contesto internazionale e all’aumento dei costi energetici, logistici e delle materie prime. Tra i comparti che trainano la crescita spicca l’industria chimica, che registra le performance migliori del panorama provinciale con un +32% nella micro-industria e un +6,8% complessivo. Bene anche l’industria metalmeccanica, che chiude con un +5,9% generale. Positivo inoltre il comparto alimentare con un +2,8%.

Restano invece criticità nella media industria di alcuni settori. La gioielleria registra un -11,1% nella media industria e un -1,5% complessivo, mentre le altre industrie manifatturiere segnano il dato peggiore con -13,6% nella media industria. Dal punto di vista dimensionale, le performance migliori arrivano da micro e piccole imprese, mentre la media industria registra risultati negativi in diversi comparti.

Nel report trova spazio anche un focus sugli effetti del conflitto in Medio Oriente. Il 57% delle industrie alessandrine segnala un impatto indiretto legato soprattutto ai costi logistici, energetici e delle materie prime, mentre solo il 5% indica conseguenze dirette sull’import-export. Per il 50% delle aziende il conflitto sta avendo un impatto significativo sui costi energetici, mentre il 38% lo considera moderato. Simili le valutazioni anche sull’aumento dei costi delle materie prime. Le difficoltà di approvvigionamento di materie prime e componenti vengono considerate moderate dal 40% delle imprese e significative dal 20%.

Foto di Karn Badjatia da Pixabay

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