12 Giugno 2026
10:12
Tari a Novara, rincari mini per il 2026. Ma c’è l’incognita del nuovo algoritmo sui rifiuti
NOVARA – Un mezzo successo per il 2026, ma sull’orizzonte c’è una trappola. Il consiglio comunale di Novara ha dato il via libera alle nuove tariffe Tari per il 2026 e i numeri, per ora, non fanno paura: l’aumento si ferma a un impercettibile +0,97%, una netta frenata rispetto al pesante +3,5% dello scorso anno.
La vera partita, però, non si gioca sui decimali di oggi, ma sulle regole di domani. All’orizzonte c’è infatti una vera e propria mina tariffaria pronta a esplodere nelle mani di chi erediterà la guida della città dopo il sindaco Alessandro Canelli.
Il pericolo arriva da Roma, spinto dalle nuove direttive di Arera (l’Autorità nazionale di regolazione). Il paradosso? Novara rischia di essere penalizzata proprio a causa della sua efficienza, nonostante sia da vent’anni una delle città più ricche di buone pratiche e sconti sulla raccolta differenziata.
Il bilancio della spazzatura: quanto costa il servizio
A mettere i numeri sul tavolo è stata l’assessora al Bilancio, Silvana Moscatelli. Gestire i rifiuti a Novara costa oltre 23 milioni di euro.
Una fetta da 3 milioni viene coperta direttamente dalle casse del Comune, mentre il resto – poco meno di 22 milioni di euro – arriva, come prevede la legge, nelle bollette di 51.534 famiglie e oltre 6mila attività commerciali.
Va anche un po’ meglio nel sei quartieri (il settimo, S.Agabio, a partire dal 2027) dove è già entrata in vigore la cosidetta “raccolta puntuale”, una differenziata evoluta che punta a ridurfre al minimo la frazione non recuperabile premiando ulteriormente i cittadini più virtuosi.
Nei sei quartieri interessati i residenti beneficeranno di sconti tra il 3% e il 5,5%.
«Manca l’ultimo miglio»
Proprio su questi sconti l’opposizione di centrosinistra (Pd e Movimento 5 Stelle) ha scelto la via dell’astensione. Secondo la minoranza, la “macchina” funziona a metà: nei quartieri c’è la raccolta puntuale, ma manca ancora una vera e propria tariffa personalizzata.
«Oggi i risparmi vengono spalmati in modo uguale tra tutti i residenti della stessa zona – ha attaccato il consigliere Fonzo –. Ma il vero obiettivo della tariffa puntuale deve essere un altro: chi si impegna di più a differenziare in casa propria deve pagare di meno».
Il “mostro” Pentanomio: perché i cittadini virtuosi rischiano la beffa
Ma la vera preoccupazione emersa a Palazzo Cabrino riguarda però prossimo futuro.
Novara è stabilmente nella “top ten” delle città italiane con la Tari più bassa, ma il nuovo algoritmo di Arera rischia di azzerare questo primato. Entro il 2028 si passerà infatti dal sistema attuale a un nuovo sistema chiamato tariffa “pentanomia”.
Se oggi la tassa è un mix semplice tra costi fissi (come la pulizia delle strade) e variabili (lo smaltimento vero e proprio), domani il servizio verrà spacchettato in cinque micro-voci rigide. Il grande timore dei Comuni è che questo meccanismo sposti quasi tutti i costi fissi sulle famiglie, svuotando di significato la parte variabile.
Il risultato rischia di essere una beffa colossale: anche il cittadino perfetto, che differenzia ogni singolo rifiuto, si ritroverà la bolletta gonfiata a causa di un calcolo centralizzato che livella le tariffe verso l’alto.
Canelli alza il muro: «Pronti alla battaglia»
Una patata bollente che il sindaco Alessandro Canelli dovrà gestire nell’ultimo scorcio del suo mandato, consapevole del peso che lascerà in eredità al suo successore.
«Siamo stati pionieri sulla raccolta puntuale e questo ci dà un vantaggio tecnologico – ha difeso il sindaco in aula –. Ai novaresi abbiamo sempre promesso che chi differenzia paga meno. Adesso siamo in trincea con l’Anci per trattare con Arera: questo nuovo schema rischia di mettere in ginocchio proprio i Comuni più virtuosi come il nostro, che hanno investito soldi e credibilità sul rispetto dell’ambiente».