Autore Redazione
martedì
7 Luglio 2026
05:30
Condividi
Cronaca - Provincia di Pavia

Riso, annata difficile nel Pavese: crollano i prezzi fino al 60%, vendite rallentate e cresce la concorrenza asiatica

Riso, annata difficile nel Pavese: crollano i prezzi fino al 60%, vendite rallentate e cresce la concorrenza asiatica

PROVINCIA DI PAVIA – Si chiude in un clima di forte incertezza l’annata risicola nella provincia di Pavia, uno dei principali territori italiani per la coltivazione del riso. A pesare sul comparto sono il rallentamento delle vendite di risone all’industria, il crollo dei prezzi di molte varietà e una concorrenza sempre più marcata dei prodotti provenienti dai Paesi asiatici. È quanto emerge dall’analisi sul mercato risicolo italiano realizzata dalla Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia con il supporto di Bmti.

Il quadro delineato evidenzia una situazione complessa per le aziende agricole, già alle prese con l’aumento dei costi di produzione, in particolare per gasolio agricolo e fertilizzanti. Sebbene nelle ultime settimane si sia registrato un primo rallentamento della crescita dei prezzi delle materie prime, favorito anche dall’accordo tra Stati Uniti e Iran, il contesto economico continua a rimanere difficile.

A partire dal mese di aprile i prezzi del risone hanno subito ribassi generalizzati. Particolarmente significativa la situazione registrata sul mercato di Mortara, punto di riferimento per il comparto risicolo pavese. Il Vialone Nano ha perso circa il 60% del proprio valore rispetto allo stesso periodo del 2025. Andamento negativo anche per il Baldo (-48%) e il Sant’Andrea (-61%).

In calo anche le principali varietà destinate ai risotti italiani. L’Arborio ha registrato una flessione del 31% nell’arco di un anno, mentre il Carnaroli ha perso il 27%. Ancora più marcata la contrazione del Lungo B, varietà fortemente esposta alla competizione internazionale, con un ribasso superiore al 40%. Riduzioni a doppia cifra interessano anche i risoni del gruppo Tondi, con il Selenio in calo del 24%, anche in previsione dell’aumento delle superfici coltivate.

Alle difficoltà dei prezzi si aggiunge un mercato meno dinamico. Al 16 giugno il tasso di collocamento del risone rispetto alle disponibilità vendibili si è attestato al 78,6%, inferiore all’84,7% registrato nella campagna precedente. Un dato che testimonia il rallentamento degli acquisti da parte dell’industria e il conseguente aumento delle giacenze nei magazzini.

Anche il commercio con l’estero mostra segnali di cambiamento. Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni italiane di prodotti risicoli sono diminuite dell’8,8% in volume rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni sono aumentate del 29,1%, trainate soprattutto dagli arrivi di risone (+86%) e di riso lavorato (+41%). Nonostante il saldo commerciale resti positivo, il valore complessivo si è ridotto a circa 350 milioni di euro, contro i quasi 400 milioni dello stesso periodo del 2025.

L’analisi della Camera di Commercio evidenzia inoltre una crescita degli acquisti europei di riso lavorato confezionato, aumentati del 13,7% tra settembre 2025 e maggio 2026. In Italia l’incremento è ancora più marcato, con un aumento del 40,6% delle importazioni. I principali fornitori sono Pakistan, che rappresenta il 32% del totale, Thailandia con il 26% e Cambogia con il 19%, confermando la crescente pressione competitiva dei mercati asiatici sul settore risicolo nazionale e, in particolare, sulle produzioni del Pavese.

Condividi
Vedi anche