Il Forte di Gavi riapre dopo il grande restauro: nuovi percorsi, spazi accessibili e mostre artistiche
GAVI – Il Forte di Gavi apre una nuova fase della sua storia. Sabato 11 luglio 2026 il complesso monumentale tornerà ad accogliere il pubblico dopo un articolato intervento di recupero, messa in sicurezza e valorizzazione. Dal 2022 il Ministero della Cultura ha investito oltre 4 milioni di euro, anche attraverso i finanziamenti del Pnrr, per rinnovare gli spazi, ampliare il percorso museale e rendere la visita più accessibile. La riapertura arriva in un anno particolarmente significativo, perché l’11 marzo 1626 prendevano avvio i lavori che avrebbero trasformato l’antico castello medievale nella grande fortezza che ancora oggi domina la valle. La storia del Forte di Gavi attraversa quasi mille anni. La presenza di un castello è documentata già nel 973 e, nel corso dei secoli, il complesso passò sotto diversi domini fino al definitivo ritorno alla Repubblica di Genova nel 1528. Fu proprio durante il governo genovese che il castello venne trasformato in una delle principali strutture difensive dell’Italia nord-occidentale. Nel Seicento il progetto del domenicano Vincenzo da Fiorenzuola diede alla fortezza gran parte della configurazione attuale, poi ampliata con bastioni, cisterne, polveriere, alloggi militari, corpi di guardia e piazze d’armi. Nel 1854 il Forte perse la propria funzione difensiva e venne trasformato in carcere civile. Durante la Prima guerra mondiale ospitò prigionieri austro-ungarici, mentre nel secondo conflitto mondiale divenne uno dei campi di detenzione più particolari presenti in Italia. Era il Campo 5, conosciuto tra i militari britannici come “Campo Inferno”. Vi venivano trasferiti soprattutto ufficiali già evasi da altri luoghi di prigionia oppure considerati particolarmente inclini alla fuga. Tra loro c’era Jack Pringle, maggiore dell’Ottavo Reggimento degli Ussari Reali Irlandesi. Catturato in Libia, arrivò a Gavi nella primavera del 1942. Nel 1943, insieme ad altri undici prigionieri, aprì un passaggio in una parete, attraversò una cisterna e superò cornicioni e muraglioni. Solo Pringle riuscì a completare l’evasione, lanciandosi da un’altezza di circa dieci metri. Rimase libero per una decina di giorni, prima di essere catturato sul Lago Maggiore e riportato al Forte.
La sua vicenda occupa un ruolo centrale nel nuovo percorso museale, insieme alle storie di altri ufficiali detenuti a Gavi. Tra i prigionieri più noti figurano anche David Stirling, fondatore dello Special Air Service, e Ronald Edwin Buxton, autore di un quaderno di disegni dedicato agli ambienti del carcere e alla vita quotidiana dei detenuti. Il nuovo allestimento prova a restituire proprio questa dimensione, portando il visitatore negli spazi utilizzati da soldati e prigionieri e raccontando le condizioni di vita all’interno della fortezza. Il percorso segue l’evoluzione del complesso dal castello medievale alla fortezza moderna, fino alla trasformazione in carcere e poi in museo. Il pubblico potrà osservare la ricostruzione dei giacigli, conoscere la funzione originaria dei diversi ambienti e ascoltare i suoni della ronda notturna. Totem e leggii accessibili accompagneranno la visita, mentre un plastico del Forte e la riproduzione di un cannone storico potranno essere esplorati attraverso il tatto, così da ampliare la fruibilità anche per le persone ipovedenti.
Una parte dell’allestimento è dedicata alle tecnologie digitali, all’intelligenza artificiale e all’interazione multimediale. Attraverso il racconto di Jack Pringle sarà possibile ripercorrere alcuni momenti della sua permanenza a Gavi e del tentativo di evasione. La visita sarà arricchita da contenuti in realtà aumentata, postazioni immersive e applicazioni pensate anche per il pubblico più giovane. Il progetto punta quindi a rendere più immediata la lettura del monumento senza perdere il legame con gli ambienti nei quali quelle vicende si sono realmente svolte. Tra le principali novità della riapertura c’è anche l’accesso a una parte dell’Alto Forte, rimasta finora esclusa dal percorso ordinario. Gli interventi di messa in sicurezza permetteranno di raggiungere nuovi ambienti e punti panoramici affacciati sulla valle. Il tracciato conserva però salite e passaggi impegnativi, legati alla struttura storica del complesso. Per chi non potrà affrontarli è stata preparata una ricostruzione virtuale dell’itinerario, fruibile attraverso appositi visori.
Il progetto ha coinvolto anche il Bastione della Mezzaluna, dove è stato creato un nuovo punto di affaccio, e diversi spazi del Basso Forte destinati al percorso permanente, alle attività didattiche e alle esperienze digitali. Una parte rilevante dei lavori ha riguardato l’accessibilità e la sicurezza. Sono stati installati ascensori e servoscala, adeguati parapetti e passaggi interni e recuperati ambienti in precedenza inutilizzabili. Anche la biglietteria è stata rinnovata e resa più funzionale all’accoglienza dei visitatori. La sala conferenze è stata dotata di un nuovo impianto audiovisivo, di un ledwall ad alta definizione e di soluzioni per migliorare l’acustica e l’efficienza energetica. Per la prima volta il Forte dispone inoltre di una rete di acqua corrente potabile, che ha permesso di realizzare nuovi servizi igienici e una fontanella per il pubblico. Sono stati predisposti anche servizi per le famiglie, con uno spazio per l’allattamento e il cambio dei neonati, oltre a una golf car elettrica per il trasporto di persone e materiali e a una postazione per la ricarica e la manutenzione delle biciclette elettriche.
Sul Bastione San Tommaso prosegue intanto il recupero del vigneto storico, realizzato in collaborazione con i Produttori del Gavi e sotto la supervisione del Consorzio Tutela del Gavi. La coltivazione riguarderà il vitigno Cortese, simbolo del territorio e alla base del Gavi Docg. Il progetto rafforza il rapporto tra il Forte, il paesaggio e una delle principali eccellenze enogastronomiche del Gaviese, inserendo il monumento in un sistema culturale e turistico più ampio. La giornata inaugurale dell’11 luglio sarà accompagnata anche dall’apertura di due progetti espositivi, visitabili fino al 4 ottobre 2026. La mostra “Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson” mette in dialogo poesia e arte contemporanea attraverso opere, installazioni e libri d’artista ispirati alla scrittrice statunitense. Tra i materiali esposti ci sono anche i piccoli volumi realizzati a mano da Alberto Casiraghi, nei quali testi, grafica e interventi artistici convivono all’interno della stessa opera.
La mostra occupa alcuni degli spazi recuperati durante i lavori e utilizza il nuovo impianto di illuminazione progettato per accogliere esposizioni temporanee. Sempre l’11 luglio debutterà la prima edizione di “Fortissima Parade”, iniziativa che porterà nel complesso altri linguaggi e forme espressive. Le esposizioni segnano l’avvio di una programmazione che punta a fare del Forte anche una sede per mostre, incontri, attività formative e appuntamenti culturali durante tutto l’anno. La riapertura rafforza infine il ruolo del Forte di Gavi come punto di collegamento tra Piemonte, Liguria e Lombardia. La posizione del complesso permette di costruire itinerari che uniscano le colline del Gavi, i borghi storici, il sito archeologico di Libarna e i principali centri del territorio. Dall’11 luglio il Forte tornerà quindi visitabile con nuovi ambienti, strumenti aggiornati e un percorso capace di raccontare con maggiore chiarezza una storia che attraversa il Medioevo, l’età moderna e le due guerre mondiali.
Il Forte di Gavi si trova in via al Forte 14. Il biglietto intero costa 5 euro, mentre il ridotto per i visitatori tra i 18 e i 25 anni costa 2 euro. L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e per le altre categorie previste dalla normativa. I biglietti possono essere acquistati attraverso il portale e l’app Musei Italiani. Per informazioni è possibile contattare il numero 0143 643554 oppure scrivere a drm-pie.gavi@cultura.gov.it.