4 Settembre 2026
05:55
Dna cani contro i padroni che lasciano sporco: ad Alessandria se ne parla di nuovo ma già nel 2019 costava troppo
ALESSANDRIA – Realizzare una banca dati col Dna di tutti i cani di Alessandria per risalire ai padroni che non rispettano il regolamento sulle deiezioni. Per il consigliere comunale, Giuseppe Bianchini, si tratta di una vera e propria battaglia politica, ispirata dai progetti già approvati nei Comuni di Carmagnola, Malnate e della Provincia di Bolzano. Da anni, infatti, il presidente di SìAmo Alessandria continua a stimolare le diverse amministrazioni comunali: “Un palleggio politico-tecnico incomprensibile” ha sottolineato lo stesso Bianchini. Il tema ora torna di attualità. Sollecitato dallo stesso Bianchini, infatti, l’assessore al Decoro, Gianni Ivaldi ha annunciato l’inizio di un percorso di approfondimento: “Organizzeremo una Commissione Sicurezza e Ambiente per incontrare le realtà comunali e provinciali che hanno deciso di andare in questa direzione. Io sono d’accordo nel merito per una questione igienica ma servono le risorse economiche, con il contributo di una componente pubblica e di una componente privata. Amag Ambiente, ad esempio, potrebbe fare una valutazione”.
Già nel 2019, però, a Palazzo Rosso si era entrati nel dettaglio di questa proposta: in due Commissioni Consiliari era emersa l’insostenibilità dei costi per le casse del Comune. “Servirebbero circa 240 mila euro, solo per raccogliere il dna, senza contare le analisi delle feci” aveva detto Roberta Taverna, dell’Ufficio Welfare Animale “i controlli e le verifiche comporterebbero ulteriori costi ingenti”. “Tocca alla politica stabilire le priorità. Avviare o meno questo progetto dipende da una scelta politica, non economica” disse sempre sette anni fa su Radio Gold l’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Carmagnola Massimiliano Pampaloni.