Autore Redazione
domenica
13 Settembre 2026
05:30
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Cronaca - Alto Piemonte

L’export piemontese corre nel primo semestre: +6%, vendite all’estero per 32,8 miliardi

L’export piemontese corre nel primo semestre: +6%, vendite all’estero per 32,8 miliardi

PIEMONTE – L’export piemontese accelera nei primi sei mesi del 2026. Tra gennaio e giugno il valore delle merci vendute all’estero dalle imprese della regione ha raggiunto 32,8 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

È quanto emerge dai dati diffusi da Unioncamere Piemonte, che evidenziano un rafforzamento della crescita nel corso dell’anno. Dopo il +2,8% del primo trimestre, tra aprile e giugno l’incremento delle esportazioni è infatti salito all’8,6% su base annua.

Aumentano anche gli acquisti dall’estero. Nel semestre le importazioni piemontesi hanno raggiunto i 25 miliardi di euro, il 4,6% in più rispetto al periodo gennaio-giugno 2025. Il Piemonte mantiene così un saldo commerciale ampiamente positivo: la differenza tra esportazioni e importazioni si attesta a 7,9 miliardi di euro, contro i 6,7 miliardi registrati un anno prima.
Un miglioramento di circa 1,2 miliardi di euro nell’arco di dodici mesi.

Il +6% registrato dall’export piemontese è un risultato straordinario che va ben oltre i numeri: significa superare nettamente la media nazionale, riaffermare la capacità d’innovazione del nostro tessuto produttivo e posizionare il Piemonte come vera locomotiva dell’economia italiana nel mondo“, commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.

Secondo Coscia, la presenza sui mercati internazionali rappresenta un elemento determinante per «garantire competitività, occupazione e sviluppo» al territorio. Il presidente di Unioncamere sottolinea inoltre il lavoro congiunto del sistema camerale piemontese e della Regione, con Ceipiemonte come braccio operativo per l’internazionalizzazione delle imprese.

Mezzi di trasporto al primo posto: auto +18,4%, aerospazio -32,2%

A livello settoriale, i mezzi di trasporto si confermano la principale voce delle esportazioni piemontesi. Il comparto rappresenta il 21% dell’intero export regionale e nei primi sei mesi del 2026 registra una crescita complessiva del 6%. Dietro questo risultato si nascondono però andamenti molto differenti. A spingere il settore sono soprattutto gli autoveicoli, le cui esportazioni aumentano del 18,4%. Positivo anche l’andamento di parti e accessori per autoveicoli, in crescita del 4,3%.
Il quadro cambia radicalmente per l’aerospazio, che registra invece una contrazione del 32,2%. La meccanica rimane il secondo settore dell’export piemontese, con una quota del 16,2%, ma chiude il semestre con una lieve diminuzione dello 0,9%.

Alimentare in forte crescita: +12,7%

Tra i protagonisti della crescita c’è soprattutto l’alimentare, che sale al terzo posto nella graduatoria regionale. Il settore rappresenta ormai il 15,4% delle esportazioni piemontesi e mette a segno un incremento del 12,7% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Numeri positivi anche per il tessile, abbigliamento e accessori, che cresce del 9,1% e raggiunge una quota del 7,9% dell’export complessivo. L’incremento interessa inoltre i metalli e prodotti in metallo, che segnano un +9,9%, la chimica (+4%) e il comparto della gomma-plastica (+2,9%). Considerando le quote indicate da Unioncamere, i primi quattro comparti – mezzi di trasporto, meccanica, alimentare e tessile-abbigliamento – rappresentano complessivamente circa il 60,5% dell’export piemontese.

L’Unione Europea vale oltre il 61% dell’export

La crescita delle esportazioni interessa sia i mercati comunitari sia quelli extra-Ue, anche se con intensità differenti.
I 27 Paesi dell’Unione Europea assorbono il 61,4% dell’export piemontese e nel primo semestre le vendite verso quest’area sono aumentate del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il restante 38,6% è diretto verso i mercati extra-Ue, dove la crescita è stata più contenuta, pari al 4,1%.
All’interno dell’Unione Europea, Francia e Germania restano nettamente i principali partner commerciali del Piemonte. La Francia da sola assorbe il 15,5% delle esportazioni regionali, mentre la Germania rappresenta il 13,2%.
Insieme, dunque, i due Paesi valgono il 28,7% di tutto l’export piemontese. Il terzo mercato comunitario è la Spagna, verso la quale le esportazioni aumentano del 10,2%. In flessione invece la Polonia, che registra un calo del 2,6%. Particolarmente sostenuta la crescita verso Austria (+25,8%) e Irlanda (+28,7%). Buoni risultati arrivano anche dai Paesi Bassi (+12,3%) e dalla Repubblica Ceca (+5,3%).

Stati Uniti primo mercato extra-Ue, ma le vendite scendono del 2,1%

Al di fuori dell’Unione Europea, gli Stati Uniti mantengono la leadership tra i mercati di destinazione delle merci piemontesi, rappresentando il 7,1% dell’export complessivo regionale. Il dato del semestre è tuttavia negativo: le vendite verso il mercato statunitense diminuiscono del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Seguono la Svizzera, che assorbe il 5% delle esportazioni piemontesi, e il Regno Unito, con una quota del 3,9%.

Segnale positivo dalla Cina, destinazione del 2,4% dell’export regionale, dove le vendite aumentano del 7,3% su base annua.Più difficile la situazione su alcuni mercati americani. Le esportazioni verso il Brasile diminuiscono del 10,7%, quelle verso il Canada del 5,9% e quelle dirette in Messico del 2,7%.
In forte crescita, invece, l’Ucraina, grazie soprattutto all’aumento delle vendite di prodotti alimentari e bevande.

Torino guida la crescita dell’export

Il quadro territoriale non è uniforme. A trainare l’aumento delle esportazioni piemontesi è Torino, seguita dalle province di Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Biella e Novara. Il primo semestre si chiude invece con una flessione dell’export per Vercelli, Asti e Cuneo.
Nel complesso, i dati dei primi sei mesi del 2026 mostrano quindi un Piemonte che rafforza la propria presenza sui mercati internazionali: 32,8 miliardi di euro di esportazioni, una crescita del 6% e un avanzo commerciale vicino agli 8 miliardi. Un risultato sostenuto soprattutto dalla ripresa dell’auto, dalla forte crescita dell’alimentare e dall’espansione delle vendite sui mercati dell’Unione Europea, mentre restano alcuni segnali di debolezza nella meccanica, nell’aerospazio e su mercati strategici come quello statunitense.

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