10 Ottobre 2026
11:39
Cuttica contro la festa privata nel complesso S. Francesco: “Non si banalizzi la sua immagine e il suo valore”
ALESSANDRIA – “Solo pochi giorni fa esprimevo le mie preoccupazioni rispetto al futuro della chiesa di San Francesco e ai rischi di un utilizzo intensivo e poco coerente con la sua storia. Non immaginavo che sarebbe bastato così poco tempo per vedere concretizzarsi quei timori”. L’ex sindaco di Alessandria e consigliere comunale della Lega, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, è intervenuto sulla concessione del complesso monumentale per una festa privata fino a questa domenica.
Una scelta contestata dal centrodestra e difesa dall’amministrazione: secondo Palazzo Rosso, infatti, “sarà un’importantissima iniziativa, di un livello raro per il nostro territorio, un’occasione unica di promozione di San Francesco verso un pubblico non alessandrino ma che del complesso monumentale appena riscoperto si è innamorato. L’organizzatore dovrà versare 10 mila euro più IVA, una cifra che, non essendoci ancora uno storico dei costi di gestione dell’immobile, è stata calcolata su una stima dei consumi e sull’utilizzo di beni simili nel resto d’Italia e del Piemonte e sarà utilizzata dal Comune per le spese correnti di San Francesco, per la valorizzazione del bene e delle sue pertinenze”.
“San Francesco” ha però rimarcato l’ex sindaco Cuttica “è un patrimonio straordinario, recuperato dopo decenni di abbandono grazie a importanti investimenti e a un lungo lavoro di valorizzazione. Durante il mio mandato avevamo immaginato per questo luogo una destinazione precisa: la realizzazione del Museo di Alessandria, attraverso un progetto di allestimento capace di riunire il patrimonio storico-artistico cittadino oggi distribuito tra Palazzo Cuttica, le Sale d’Arte e i depositi. Il 4 ottobre, durante le celebrazioni francescane, all’interno della chiesa c’era chi rispondeva a sette domande sulla storia dell’edificio e del movimento francescano ad Alessandria. Oggi, a distanza di pochissimi giorni, forse qualcun altro dovrebbe rispondere a qualche domanda sul futuro di questo straordinario patrimonio e sulla scelta di destinarlo anche a ricevimenti privati”.
L’ex primo cittadino ha anche precisato di non essere contrario all’organizzazione di eventi: “San Francesco deve essere un luogo vivo, aperto alla città, capace di ospitare iniziative culturali, musicali e artistiche. Ma prima occorre definirne con chiarezza la destinazione, gli scopi e le modalità di utilizzo, attraverso un progetto culturale complessivo da presentare e condividere con la città, accompagnato da regole precise e uguali per tutti. Il rischio, diversamente, è quello di assistere a una proliferazione di eventi ed eventini che finirebbero per banalizzare l’immagine e il valore di un monumento così importante. Prima si definisce il futuro di San Francesco, poi si concedono gli spazi. Non il contrario”.
“Nel 2021” ha concluso l’esponente del Carroccio “quando lavoravamo per restituire questo straordinario edificio alla comunità alessandrina, avevamo in mente un futuro ben diverso da quello di un semplice salone per ricevimenti. San Francesco non è uno spazio qualsiasi da riempire, ma un patrimonio da tutelare e valorizzare, con una visione all’altezza della sua storia. Lo dico con profondo rammarico, conoscendo bene gli sforzi compiuti per arrivare fino a qui. Ma si sa, i tempi cambiano. E non sempre in meglio».