12 Ottobre 2026
17:47
Ex Ilva, scioperi riusciti in tutti gli stabilimenti: i sindacati chiedono un vertice urgente a Palazzo Chigi
ITALIA – Scioperi e manifestazioni con un’adesione definita “straordinaria” dai sindacati in tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva. È il bilancio della mobilitazione promossa da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil nella giornata di questo lunedì 12 ottobre per avere risposte sul futuro del complesso industriale.
“Il Ministero dell’Interno – hanno spiegato Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, Davide Sperti, segretario generale Uilm-Uil – ha convocato le organizzazioni sindacali, le Prefetture interessate in una call conference con i commissari straordinari. In questo incontro abbiamo ribadito le ragioni degli scioperi: insieme ai lavoratori chiediamo lavoro, non cassa integrazione. Abbiamo espresso forte preoccupazione per la situazione attuale e per il futuro degli stabilimenti dell’ex Ilva. In particolare, a seguito delle recenti comunicazioni sulla sospensione delle attività produttive abbiamo ribadito la richiesta di acquistare bramme e coils per far ripartire tutte le lavorazioni a freddo a Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi e in tutti gli altri stabilimenti”.
I sindacati chiedono che il governo garantisca ai commissari tutti gli strumenti affinché le attività non sottoposte a fermo giudiziario in tutti gli stabilimenti tutelino il lavoro, a partire da quelle a freddo fino a quelle manutentive per garantire la sicurezza dei lavoratori e degli impianti.
“Il compito svolto dai commissari, in assenza di un piano finanziario adeguato, è insufficiente e incerto e non può da solo garantire la continuità degli impianti di verticalizzazione. Pertanto, è indispensabile riportare la responsabilità delle decisioni a Palazzo Chigi. Il Governo non può scaricare sulla magistratura o su altri soggetti responsabilità che sono politiche. Come ribadito durante la presentazione della nostra posizione in merito alla necessità di un piano straordinario già lo scorso agosto, chiediamo di confrontarci su un progetto ambientale, industriale ed occupazionale che preveda Dri e forni elettrici con la presenza di una cordata a maggioranza pubblica e di un piano sociale congiunto sulla base delle proposte evidenziate in quella sede. La mobilitazione e lo stato di agitazione continueranno e decideremo con i territori le ulteriori iniziative finché non sarà trovata una soluzione. Per tutti questi motivi è indispensabile una convocazione urgente del tavolo a Palazzo Chigi”.