Autore Redazione
mercoledì
14 Ottobre 2026
09:43
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Cronaca - Piemonte

Bollette, in arrivo stangata in Piemonte: aumenti fino al 46% tra luce e gas

Bollette, in arrivo stangata in Piemonte: aumenti fino al 46% tra luce e gas

PIEMONTE –  Autunno e inverno rischiano di pesare sempre di più sui bilanci delle famiglie piemontesi. Dopo il caro carburante, a preoccupare è anche il possibile aumento delle bollette di luce e gas, con rincari che potrebbero superare il 46% rispetto allo scorso anno. È quanto emerge da un’analisi di Facile.it, che ha elaborato le previsioni dei prezzi energetici per il periodo compreso tra settembre e dicembre 2026. A livello regionale, la provincia più costosa sarebbe Asti, mentre Torino risulterebbe quella con la spesa più contenuta.

Le prospettive non sono incoraggianti, soprattutto in vista dell’arrivo dei mesi più freddi, quando l’utilizzo del riscaldamento comporterà inevitabilmente un aumento dei consumi domestici. A incidere sulle previsioni è anche il protrarsi delle tensioni internazionali, che continuano a condizionare l’andamento dei mercati energetici.

Secondo lo studio di Facile.it, basato sui prezzi effettivi di settembre e sulle quotazioni future dell’energia elaborate da EEX, nel quadrimestre settembre-dicembre il PUN, ovvero il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica, potrebbe registrare un incremento dell’84% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più marcata la crescita prevista per il PSV, l’indice di riferimento del gas naturale, che potrebbe aumentare addirittura del 135% su base annua.

Si tratta di variazioni dei prezzi all’ingrosso che non si traducono automaticamente in aumenti della stessa entità sulle fatture dei consumatori. Le bollette, infatti, comprendono anche altre componenti di costo. L’analisi prende inoltre in considerazione le forniture del mercato libero con tariffe indicizzate, cioè quelle che seguono l’andamento dei prezzi dell’energia.

Asti la provincia più cara: oltre 1.500 euro in quattro mesi

Entrando nel dettaglio delle singole province piemontesi, la situazione più pesante si prospetta ad Asti. Secondo le stime, tra settembre e dicembre 2026 la spesa complessiva per luce e gas potrebbe raggiungere i 1.539 euro, con un aumento del 46,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Un importo particolarmente elevato, che colloca l’Astigiano al primo posto della graduatoria regionale, con un distacco significativo rispetto alle altre province.
Al secondo posto si trova Novara, dove la spesa stimata per le utenze energetiche è di 1.296 euro, in crescita del 44,8%. Segue Biella, con una previsione di 1.272 euro e un rincaro del 44,9%.
La situazione non cambia molto nelle altre province. A Cuneo le famiglie considerate dall’analisi potrebbero spendere 1.257 euro, con un aumento del 44,9%, mentre a Vercelli la previsione è di 1.238 euro, pari a un incremento del 44,7%.
Subito dopo si colloca Alessandria, con una spesa stimata di 1.232 euro e un rincaro del 44,7%. Nel Verbano-Cusio-Ossola, invece, il costo previsto per luce e gas è di 1.127 euro, in aumento del 44,2%.
A chiudere la classifica regionale è Torino, dove la spesa energetica stimata per il quadrimestre è di 981 euro. Si tratta dell’importo più basso tra le otto province piemontesi, ma questo non significa che le famiglie torinesi saranno risparmiate dagli aumenti.
Anche nel Torinese, infatti, le bollette potrebbero crescere del 43% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento comunque significativo, che rischia di incidere sui bilanci familiari proprio nei mesi in cui le spese per il riscaldamento diventano più consistenti.

Il consiglio degli esperti: controllare le tariffe prima dell’inverno

Di fronte a queste prospettive, gli esperti di Facile.it invitano i consumatori a verificare con attenzione le condizioni dei propri contratti di fornitura, soprattutto quelli legati all’andamento dei prezzi all’ingrosso.
Una possibile soluzione potrebbe essere il passaggio a una tariffa a prezzo fisso, che consente di bloccare per un periodo prestabilito il costo della componente energetica, riducendo l’esposizione alle oscillazioni del mercato.
“Passare ad una tariffa fissa, ad esempio, potrebbe essere una soluzione per mettersi al riparo dai possibili futuri aumenti, ma il consiglio è di farlo al più presto, prima che i prezzi, anche quelli bloccati, inizino a crescere“, sottolineano da Facile.it.

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