20 Ottobre 2026
05:30
Lavoro, oltre 6mila assunzioni previste a ottobre nell’Alto Piemonte: cresce Biella, rallenta Novara
PIEMONTE – Sono 6.070 le assunzioni programmate dalle imprese dell’Alto Piemonte per il mese di ottobre 2026, appena 10 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato sostanzialmente stabile, che rappresenta il 19,2% delle entrate lavorative previste nell’intero Piemonte. A trainare la domanda di personale sono soprattutto il commercio, la ristorazione, il turismo e i servizi alla persona, mentre resta elevata la difficoltà delle aziende nel trovare lavoratori con le competenze richieste.
È quanto emerge dall’ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, con i dati elaborati dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.
Il quadro delle quattro province presenta andamenti differenti. Biella registra l’incremento più consistente, con 1.050 ingressi previsti, 110 in più rispetto a ottobre 2025. Crescono anche il Verbano Cusio Ossola, con 880 assunzioni programmate (+40), e Vercelli, con 1.140 (+30). In controtendenza Novara che, pur confermandosi la provincia con la maggiore richiesta di personale, scende a 3.000 ingressi, 190 in meno rispetto allo scorso anno.
Un elemento comune a tutto il territorio è la forte presenza di contratti a termine, che rappresentano almeno il 72% delle opportunità lavorative. Le assunzioni stabili, a tempo indeterminato o in apprendistato, rimangono dunque una quota minoritaria.
A pesare sul mercato del lavoro è anche la difficoltà di reperimento del personale: tra il 39% e il 46% delle figure ricercate risulta difficile da trovare. Le aziende privilegiano inoltre candidati che abbiano già maturato esperienza nella professione o nello stesso settore, con percentuali che superano il 60% in tre delle quattro province.
Nel dettaglio, a Biella le 1.050 assunzioni previste si concentrano soprattutto nei servizi, che rappresentano il 59,6% della domanda. Il tessile, l’abbigliamento e le calzature mantengono un ruolo importante, con il 19% delle entrate programmate, seguiti da alloggio e ristorazione (17%) e commercio (15%). Il 31,5% delle opportunità è rivolto ai giovani sotto i 30 anni, mentre nel 46% dei casi le imprese segnalano difficoltà a trovare i profili desiderati.
A Novara, dove sono previsti 3.000 nuovi contratti, il settore dei servizi assorbe il 63,8% della domanda. In primo piano alloggio e ristorazione, con il 20% delle entrate, seguiti dal commercio (15%) e dai servizi alle persone (9%). Il 79% delle assunzioni sarà a termine e il 34,4% riguarderà giovani under 30. Anche qui le difficoltà di reperimento interessano circa 45 posizioni su 100.
Nel Verbano Cusio Ossola, le 880 entrate programmate vedono una netta prevalenza del settore dei servizi, che concentra il 73,1% delle richieste. Turismo e ristorazione rappresentano il 24% delle opportunità, seguiti dal commercio (18%) e dai servizi alle persone (13%). La provincia registra inoltre la quota più alta di assunzioni destinate agli under 30, pari al 37,3%. Il 78% dei contratti previsti sarà a termine.
A Vercelli, infine, le aziende prevedono 1.140 ingressi, con il commercio che si conferma il principale settore di riferimento, rappresentando il 26% della domanda. Seguono alloggio e ristorazione (17%) e servizi alle persone (9%). I contratti a termine raggiungono l’80%, la percentuale più elevata tra le quattro province, mentre le difficoltà di reperimento riguardano il 39% delle figure richieste.
Nel complesso, il mercato del lavoro dell’Alto Piemonte mostra quindi una sostanziale tenuta sul fronte delle opportunità occupazionali, ma anche alcune criticità strutturali: la prevalenza dei contratti temporanei, la richiesta di personale già qualificato e la difficoltà delle imprese a individuare candidati adeguati.
Una situazione che evidenzia quanto l’incontro tra domanda e offerta di lavoro resti una delle principali sfide per il tessuto economico del territorio.