25 Ottobre 2026
05:40
Ordine agronomi e forestali su maltempo: “Usciamo da logica emergenza, servono programmazione e prevenzione”
PIEMONTE – L’Ordine interprovinciale dei dottori agronomi e dei dottori forestali del Piemonte ha invitato ad attivarsi per salvaguardare il territorio. Il richiamo arriva dopo le recenti ondate di maltempo, definiti “primi campanelli d’allarme di un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito con crescente frequenza il Piemonte”. Secondo l’associazione allagamenti, fiumi in piena e frane non sono emergenze da affrontare soltanto quando si verificano ma segnali che richiamano la necessità di una gestione attenta e continuativa del territorio, a maggior ragione quando precipitazioni intense si inseriscono in un contesto di costante siccità.
Le allerte arancioni per i bacini di Belbo, Bormida e Scrivia, quella gialla nel Biellese e nel Verbano, l’innalzamento dei livelli dei fiumi e le criticità registrate nell’Alessandrino confermano quanto sia importante mantenere alta l’attenzione. Il monitoraggio e il coordinamento della Protezione civile sono fondamentali durante l’emergenza, ma la sicurezza dei territori si costruisce prima che scatti un allarme.
“Prevenire significa conoscere e gestire il territorio, programmando interventi sulla base delle caratteristiche dei bacini idrografici, della fragilità dei versanti, dell’uso del suolo e della capacità delle aree di assorbire e trattenere l’acqua. Significa anche investire nella manutenzione, nella pianificazione e nella cura delle aree rurali e forestali, con un approccio che metta in relazione ambiente, attività agricole, selvicolturali e insediamenti urbani” spiega il presidente dell’Ordine interprovinciale dei dottori agronomi e dei dottori forestali del Piemonte, Giorgio Uliana.
“Non possiamo impedire che piova, ma possiamo lavorare per ridurre la vulnerabilità dei territori” sottolinea Uliana. “Per farlo – prosegue – servono programmazione, investimenti e professionalità adeguate capaci di incrociare discipline e conoscenze, superando la logica degli interventi dettati soltanto dall’emergenza. In questo percorso, i dottori agronomi e i dottori forestali sono in prima linea portando competenze per la prevenzione del dissesto, la gestione sostenibile del suolo e delle risorse idriche e la pianificazione degli interventi”.