Autore Redazione
sabato
24 Ottobre 2026
05:11
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Politica - Alessandria

Amag Ambiente, Locci (FdI) sui nastri trasportatori: “Quanto sono costati davvero e quando saranno attivati?”

Amag Ambiente, Locci (FdI) sui nastri trasportatori: “Quanto sono costati davvero e quando saranno attivati?”

ALESSANDRIA – Due nastri trasportatori costati 276 mila euro, mesi di attesa per il loro utilizzo e nuove spese per renderli operativi. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandria in Consiglio comunale, Emanuele Locci, ha di nuovo sollevato dubbi sull’investimento di Amag Ambiente e ha annunciato una nuova interpellanza al sindaco Giorgio Abonante. Al centro delle contestazioni ci sono i costi complessivi dell’operazione, i ritardi nell’entrata in funzione dei macchinari e i risparmi effettivi per l’azienda. «276.000 euro per due nastri trasportatori. Poi altri soldi per adeguare gli impianti elettrici, altri lavori sull’area e ulteriori interventi per riuscire a utilizzarli. Ma questi nastri dovevano farci risparmiare oppure assorbire continuamente altre risorse? I cittadini hanno diritto di conoscere il conto completo e di sapere quali risultati produca davvero questo investimento» ha sottolineato l’esponente della minoranza.

I due macchinari, ha spiegato Locci, sono stati acquistati attraverso due affidamenti da 138 mila euro ciascuno alla Ziliani Service. Una scelta già contestata dal consigliere di opposizione, che aveva sollevato dubbi su un possibile frazionamento degli acquisti. Amag Ambiente aveva respinto le contestazioni, sostenendo la regolarità delle procedure e richiamando la ricerca di mercato e il confronto concorrenziale. «Il primo affidamento è del 23 gennaio 2025. Secondo gli elementi che ho raccolto, pochi giorni dopo comincia già la ricerca del secondo nastro, poi acquistato dallo stesso fornitore invocando un’emergenza. Due importi identici, entrambi appena sotto la soglia dell’affidamento diretto», afferma Locci. Il consigliere ha quindi chiesto di chiarire quale fosse l’urgenza del secondo acquisto e perché non sia stata avviata un’unica procedura.

Un altro punto contestato riguarda i tempi di entrata in funzione dei nastri. Secondo Locci, a novembre 2025 era stato annunciato l’avvio entro la fine del mese. Il 2 aprile 2026 Amag Ambiente aveva mostrato i macchinari in funzione, mentre mancava ancora l’autorizzazione provinciale. La partenza era stata annunciata entro maggio. «Dopo tutti questi annunci, Abonante e i vertici di Amag Ambiente devono indicare quando ciascun nastro entrerà realmente in esercizio visto che fino ad oggi non si sono svolte più che delle prove tecniche. Quando lavoreranno? Quanti rifiuti riusciranno a movimentare? Una dimostrazione davanti alle telecamere non equivale a un servizio funzionante», sostiene il consigliere.

I dubbi sui costi aggiuntivi e sul funzionamento

Nella nuova interpellanza il capogruppo di Fratelli d’Italia ha voluto approfondire anche le spese sostenute dopo l’acquisto e alcune possibili difficoltà tecniche che, secondo il consigliere, sarebbero state segnalate da fonti interne all’azienda. «Mi vengono segnalati oltre 50.000 euro soltanto per gli adeguamenti elettrici, oltre agli altri lavori», afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia. Secondo le informazioni raccolte da Locci, per utilizzare ciascun nastro servirebbero un camion Multilift con un cassone da 20 metri cubi, un addetto dedicato e l’intervento di una pala meccanica per completare e compattare il carico. Una modalità operativa che, secondo il consigliere, impegnerebbe mezzi e personale necessari anche per altri servizi. «Se questo è il funzionamento previsto, l’azienda spieghi dove siano i vantaggi annunciati», osserva.

Locci ha quindi chiesto un confronto economico tra il precedente sistema di movimentazione dei rifiuti e quello con i nuovi nastri, considerando tutte le voci di spesa: personale, camion, cassoni, pala meccanica e interventi tecnici. «Quanto costa movimentare una tonnellata di rifiuti con il sistema precedente e quanto costa con i nastri, considerando anche personale, camion, cassoni e pala? È una domanda semplice. Voglio sapere quanto è stato speso, quanto resta da spendere e quale risparmio annuo si ottiene», insiste il consigliere.

«Il sospetto è che si continui a investire per salvare la scelta iniziale, senza dimostrarne la convenienza. Accenderli dopo mesi di attesa non cancellerà i ritardi, non risolverà i dubbi sugli affidamenti e non dimostra che siano stati soldi spesi bene», aggiunge Locci, chiedendo al sindaco e ai vertici di Amag Ambiente risposte documentate sui costi e sui benefici dell’investimento. «Il denaro che i cittadini pagano con la TARI non è un regalo ma un impegno ad amministrare bene il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti» ha concluso il capogruppo di Fratelli d’Italia.

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