26 Ottobre 2026
05:30
Amag Ambiente, Locci non arretra sui nastri trasportatori: “Restano domande senza risposta”
ALESSANDRIA – Non si placa la polemica sull’acquisto dei due nastri trasportatori da parte di AMAG Ambiente, per una spesa complessiva di 276mila euro. Dopo la replica diffusa dalla direzione aziendale il 24 ottobre, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Emanuele Locci, torna sulla vicenda, confermando tutte le contestazioni e chiedendo maggiore trasparenza sulle procedure di acquisto, sui costi sostenuti e sull’effettiva convenienza dell’operazione.
“Confermo le mie contestazioni. La replica di AMAG Ambiente non spiega perché siano stati acquistati due nastri con affidamenti separati da 138.000 euro allo stesso fornitore, non presenta un conto economico dell’operazione e non risponde puntualmente alle criticità tecniche segnalate. In compenso, mette nero su bianco una cronologia che rende ancora più necessarie le spiegazioni”, dichiara Locci.
Il primo nodo riguarda proprio la scelta di procedere con due affidamenti distinti, ciascuno da 138mila euro. Secondo quanto ricostruito dal consigliere, il primo risale al 23 gennaio 2025, mentre appena cinque giorni dopo sarebbe già iniziata la ricerca del secondo macchinario.
“Ribadisco la contestazione di frazionamento: se servivano due nastri, il valore da considerare era quello della fornitura complessiva e si doveva procedere con una gara di rilevanza europea. Quale fatto nuovo avrebbe invece giustificato il secondo acquisto separato? Quale emergenza richiedeva una nuova ordinazione, se poi i nastri sono rimasti inutilizzati per mesi e mesi?”, domanda l’esponente di Fratelli d’Italia.
Locci ritiene inoltre insufficiente il riferimento, contenuto nella risposta aziendale, all’atto di indirizzo comunale del marzo 2024 relativo al modello di raccolta porta a porta. A suo giudizio, una programmazione generale del servizio non basta a motivare né l’acquisto di quei macchinari né la suddivisione della fornitura.
Al centro delle critiche ci sono anche i tempi di entrata in funzione dei nastri. AMAG Ambiente ha indicato settembre 2026 come data di ottenimento dell’autorizzazione e annunciato l’avvio dell’attività per questo lunedì 26 ottobre. Locci ricorda però che nel novembre 2025 era stata prospettata l’attivazione entro la fine dello stesso mese e che, dopo una dimostrazione effettuata il 2 aprile 2026, la partenza era stata nuovamente annunciata entro maggio.
“Su quali presupposti venivano indicate quelle scadenze? Se l’autorizzazione provinciale era indispensabile per utilizzare i nastri, perché li hanno acquistati prima di averla ottenuta? E perché hanno diviso l’acquisto in due affidamenti da 138.000 euro, invocando per il secondo un’emergenza, quando non erano ancora nelle condizioni di utilizzarli?”, incalza il consigliere.
Da qui la richiesta di rendere pubblica tutta la documentazione relativa all’iter autorizzativo, comprese la data di presentazione della domanda, le eventuali richieste di integrazione e il provvedimento conclusivo. Per Locci, anche il completamento della formazione del personale non sarebbe sufficiente a giustificare il tempo trascorso dal primo affidamento.
Un ulteriore elemento di contestazione riguarda gli interventi di adeguamento della cabina elettrica. Il capogruppo di Fratelli d’Italia richiama le dichiarazioni del novembre 2025, quando Borbon aveva indicato questi lavori tra le ragioni del ritardo nell’attivazione dei nastri. Nella replica più recente, invece, la direzione aziendale li avrebbe descritti come interventi di modernizzazione indipendenti dal progetto.
“Spieghino allora quali lavori sarebbero stati comunque necessari e quali sono stati richiesti dai nuovi macchinari. Quanto è costato ciascun intervento? Quale quota serve ai nastri? Definire una spesa “modernizzazione” non basta a dimostrare che sia estranea a questo investimento”, osserva Locci.
Le perplessità si estendono poi agli aspetti operativi. Il consigliere chiede di conoscere il numero di addetti necessari, l’eventuale utilizzo di camion Multilift e cassoni da venti metri cubi e la necessità di continuare a impiegare una pala meccanica nelle operazioni di movimentazione.
“Su queste domande non basta ripetere che il sistema sarà efficiente: occorrono risposte precise e prove sotto carico. Se mezzi e personale vengono impegnati qui, bisogna spiegare anche gli effetti sugli altri servizi”, sottolinea.
Sotto osservazione anche i risparmi annunciati dall’azienda, in particolare la previsione di cento viaggi in meno. Locci contesta l’assenza di un periodo di riferimento e chiede di distinguere gli eventuali vantaggi derivanti dall’impiego di mezzi più capienti da quelli effettivamente prodotti dai nastri trasportatori.
“Quanto al risparmio di cento viaggi, manca persino il periodo di riferimento: cento al giorno, al mese o all’anno? E meno viaggi non significa automaticamente meno costi”, afferma, chiedendo che venga pubblicato un confronto del costo per tonnellata prima e dopo l’investimento, comprensivo di personale, mezzi, manutenzione e movimentazioni.
Infine, resta aperta la questione del costo complessivo dell’operazione. Oltre ai 276mila euro destinati all’acquisto dei due nastri, Locci riferisce di segnalazioni relative a oltre 50mila euro per adeguamenti elettrici e ulteriori lavori, cifre sulle quali chiede riscontri documentali. A queste si aggiungerebbero le spese per uno studio tecnico citato dalla stessa azienda.
“Quanto è costato tutto? Quali spese restano da sostenere? Confermo il mio giudizio: questi acquisti sono stati sbagliati e la replica non ne dimostra né l’utilità né la convenienza”, ribadisce il capogruppo.
La richiesta conclusiva è rivolta al sindaco Giorgio Abonante e ai vertici di AMAG, chiamati da Locci a fornire risposte puntuali all’interpellanza attraverso documenti e dati economici.
“Un’inaugurazione o un nuovo annuncio non sono un bilancio dei risultati. Abonante e i vertici di AMAG rispondano all’interpellanza con atti e numeri: i soldi dei cittadini non si amministrano a colpi di comunicati”.
La vicenda resta dunque al centro del confronto politico cittadino, in attesa dell’avvio annunciato dei macchinari e di ulteriori chiarimenti sulle procedure seguite e sui risultati economici dell’investimento.