27 Ottobre 2026
16:44
Carcere San Michele, Locci difende il 41-bis e critica il sindaco: “Non utilizza Anci per dialogare con il Governo”
ALESSANDRIA – “Sul 41-bis basta allarmismi”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Emanuele Locci, interviene sul trasferimento dei detenuti sottoposti al regime di carcere duro nella casa circondariale di San Michele. Il consigliere difende la scelta del Governo e critica il sindaco Giorgio Abonante, accusandolo di non aver utilizzato i canali istituzionali dell’Anci per avviare un confronto sulla questione. La presa di posizione arriva anche in risposta al segretario cittadino del Partito Democratico, Rapisardo Antinucci, che aveva definito «autoritaria» la decisione sulla riorganizzazione del sistema penitenziario.
«Definire “autoritaria”, come fa il segretario cittadino del PD Rapisardo Antinucci, una decisione dello Stato sulla riorganizzazione del sistema penitenziario significa confondere le responsabilità del Governo in materia di sicurezza nazionale con le legittime esigenze dei territori», sostiene Locci. Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, il trasferimento dei detenuti al 41-bis rientra in una riorganizzazione nazionale finalizzata a rafforzare la lotta alle mafie, concentrando i detenuti considerati particolarmente pericolosi in strutture specializzate. «La sicurezza nazionale non può essere subordinata al consenso delle singole amministrazioni locali», sottolinea.
Locci invita inoltre a non alimentare timori sul rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio alessandrino. Secondo il consigliere, il regime del 41-bis prevede controlli particolarmente rigorosi e forti limitazioni dei contatti con l’esterno. A sostegno della propria posizione richiama anche una risposta del Ministero della Giustizia a un’interrogazione parlamentare sul carcere di Nuoro, nella quale erano state evidenziate le restrizioni previste per questi detenuti e il loro possibile minore impatto sul territorio. Per Locci, inoltre, l’arrivo dei detenuti al 41-bis richiederà maggiori presìdi di sicurezza e personale specializzato, con la prospettiva di risorse aggiuntive per Alessandria.
Il consigliere riconosce comunque l’importanza delle attività educative e lavorative sviluppate negli anni nel carcere di San Michele e sottolinea la necessità di individuare soluzioni per garantirne, dove possibile, la continuità. «Sicurezza e funzione rieducativa della pena non sono in contraddizione», afferma.
La critica più diretta riguarda però il rapporto tra il Comune di Alessandria e il Governo. Locci, presidente della Commissione nazionale Anci Legalità, Gestione beni confiscati e Giustizia, ricorda di essere al lavoro per costituire un tavolo nazionale sulle carceri, con l’obiettivo di favorire il confronto tra Comuni, Governo e amministrazione penitenziaria. Un’iniziativa proposta già durante la prima riunione della Commissione, lo scorso aprile, e che, secondo Locci, sta raccogliendo l’interesse di diversi Comuni, indipendentemente dall’appartenenza politica. Tra gli esempi citati dal consigliere c’è Bologna, dove sono già state promosse iniziative per mettere in rete le città sedi di istituti penitenziari.
«Trovo quindi singolare che il sindaco Abonante lamenti continuamente l’assenza di interlocuzione con il Governo, ma non abbia mai chiesto, almeno alla Commissione che presiedo, di attivare questo canale istituzionale», osserva Locci. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ricorda di aver manifestato pubblicamente la propria disponibilità già a marzo. Sottolinea inoltre che Abonante fa parte del Consiglio nazionale dell’Anci, mentre Alessandria può contare su un proprio consigliere comunale alla guida della Commissione nazionale che si occupa anche delle questioni penitenziarie. «Nonostante questo, non ho ricevuto alcuna richiesta di collaborazione», ribadisce.
Locci assicura comunque di essere pronto a lavorare con tutte le istituzioni per tutelare i progetti di reinserimento, gli operatori penitenziari e le esigenze del territorio. «Il mio incarico in ANCI è al servizio di tutti i Comuni, indipendentemente dalle appartenenze politiche, e la mia disponibilità verso Alessandria resta totale», afferma. Infine, un nuovo affondo nei confronti del sindaco: «Il dialogo istituzionale non si costruisce soltanto lamentandone l’assenza: bisogna anche utilizzare gli strumenti disponibili. E Alessandria, evidentemente, ne ha uno che finora non ha ritenuto di coinvolgere».