27 Ottobre 2026
21:34
Ex Ilva: il Governo cerca nuove commesse anche per Novi Ligure. Impegno sulla continuità produttiva
ITALIA – Continuità produttiva per gli stabilimenti ex Ilva, ricerca di nuove commesse anche per Novi Ligure, tutele per i lavoratori e un nuovo confronto entro metà novembre. Sono i principali impegni assunti dal Governo al termine dell’incontro con i sindacati che si è svolto questo martedì 27 ottobre a Palazzo Chigi. Un confronto durato oltre tre ore, durante il quale sono state affrontate le difficoltà del gruppo siderurgico e le prospettive industriali e occupazionali dei diversi stabilimenti.
Uno degli aspetti più importanti per il territorio della provincia di Alessandria riguarda la volontà del Governo di trovare nuovi ordinativi per ridurre i periodi di inattività degli impianti, con particolare riferimento agli stabilimenti di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi. Sono già in corso iniziative per individuare ulteriori commesse, anche se al momento non sono stati indicati nuovi contratti acquisiti o tempi precisi per una ripresa stabile delle attività. L’Esecutivo ha confermato l’obiettivo di mantenere la produzione di acciaio nell’ex Ilva e garantire prospettive industriali a tutti gli stabilimenti, puntando su un progetto che comprende impianti per la produzione di ferro preridotto, forni elettrici, laminazione a caldo e lavorazioni a freddo. Tra le possibilità al vaglio c’è anche una partecipazione pubblica.
Il Governo intende inoltre assicurare la massima continuità operativa possibile degli impianti, cercando di limitare le interruzioni della produzione durante questa fase di difficoltà. Per lo stabilimento di Novi Ligure, dove la crisi dell’ex Ilva ha alimentato forti preoccupazioni per il futuro dei lavoratori, la ricerca di nuove commesse rappresenta uno degli impegni più significativi. Resta però da capire quali risultati potranno arrivare e in quali tempi.
A rappresentare Novi Ligure al tavolo erano presenti il segretario provinciale Fiom Cgil, Maurizio Cantello, e Moreno Vacchina, rsu Fim Cisl. La prospettiva dello stabilimento novese, quindi, sarà il prosieguo della produzione fino al mese di novembre, fino a quando termineranno le scorte, per poi ripartire a febbraio grazie alle commesse fino ad oggi reperite: il tutto a fronte della garanzia dello Stato nella ricerca di nuove materie prime con l’obiettivo di arrivare alla continuità produttiva. “Un incontro positivo” ha sottolineato su Radio Gold il segretario provinciale Fiom Cgil Maurizio Cantello “si è cominciato a mettere nero su bianco l’impegno dello Stato, si sono gettate le basi. Per la prima volta vediamo qualcosa di concreto: qualche primo risultato”.
Tutele per i lavoratori e possibili uscite anticipate
Sul fronte occupazionale, in particolare, il Governo ha richiamato gli interventi previsti dal decreto legge 185 del 16 ottobre 2026, destinati ad affrontare le conseguenze della crisi sull’intero gruppo siderurgico. Le misure comprendono strumenti di sostegno al reddito e di tutela dell’occupazione, rivolti sia ai dipendenti diretti sia ai lavoratori delle aziende dell’indotto. Durante la conversione del decreto potranno essere valutate modifiche per definire meglio la platea dei beneficiari. L’esecutivo sta inoltre lavorando alla possibilità di estendere le tutele, compatibilmente con le risorse che potranno essere individuate nella prossima manovra di bilancio.
Tra le ipotesi allo studio ci sono anche misure per favorire le uscite volontarie e anticipate dei lavoratori, attraverso strumenti che tengano conto del lavoro usurante svolto negli impianti siderurgici a ciclo integrale. Su questo fronte sono attesi ulteriori chiarimenti entro metà dicembre, quando il Governo dovrebbe fornire indicazioni più precise sulle possibili misure e sulle risorse disponibili.
Reindustrializzazione, avviati confronti con grandi aziende
Un altro capitolo riguarda la ricerca di nuove prospettive industriali. Il Governo ha avviato interlocuzioni con alcune grandi aziende, sia partecipate dallo Stato sia private, interessate a valutare possibili progetti di reindustrializzazione. Questi contatti si affiancano alle iniziative legate alla Zona economica speciale e al lavoro già avviato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la reindustrializzazione di Taranto. Si tratta ancora di una fase di confronto: non sono stati annunciati investimenti definitivi, né sono stati indicati i nomi delle aziende coinvolte o il numero di eventuali nuovi posti di lavoro.
Nuovo incontro entro metà novembre
La riunione di Palazzo Chigi è stata presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per il Governo hanno partecipato i ministri delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del Lavoro Marina Calderone. In videocollegamento il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Presente anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra. Al confronto hanno preso parte Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager, insieme ai rappresentanti di Invitalia, ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e a quelli del Gruppo Ilva. Il Governo si è impegnato a riconvocare i sindacati entro metà novembre, per proseguire il confronto sulle prospettive del gruppo.
Per i lavoratori di Novi Ligure e degli altri stabilimenti ex Ilva, la questione centrale resta la possibilità di trasformare gli impegni in risultati concreti: nuove commesse, continuità della produzione, garanzie occupazionali e un piano industriale capace di dare certezze sul futuro.