5 Novembre 2026
17:25
Territori in Crescita: Alessandria punta sulle sue eccellenze tra sanità, ricerca, logistica e sviluppo economico
ALESSANDRIA – Una provincia ricca di potenzialità, capace di unire tradizione e innovazione, ricerca scientifica e sviluppo produttivo, qualità della vita e opportunità economiche. È questo il ritratto dell’Alessandrino emerso da “Territori in Crescita 2026”, il Forum dell’Economia e delle Eccellenze Territoriali che si è svolto questa mattina, giovedì 5 novembre, nell’Aula Magna del Disit dell’Università del Piemonte Orientale di Alessandria. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, professionisti, imprenditori ed esperti per riflettere sui punti di forza della provincia e sulle prospettive di crescita di un territorio che guarda al futuro con ambizione, ma anche con la consapevolezza delle sfide ancora da affrontare.
L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dalla Consulta degli Ordini Professionali, ha proposto un confronto su alcuni dei settori più rappresentativi dell’economia locale: dalla sanità alla ricerca, dall’artigianato alla viticoltura, fino alla logistica e alle infrastrutture. A moderare la mattinata è stata la giornalista Antonella Mariotti.
A delineare una delle caratteristiche dell’Alessandrino è stato il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, che ha descritto la provincia come un territorio di confine e di incontro, storicamente abituato al confronto e capace di trasformare questa sua posizione in un elemento di ricchezza. Una realtà aperta ai servizi, all’industria e a produzioni molto diversificate, che dopo aver attraversato momenti complessi sta mostrando segnali incoraggianti. Il primo cittadino ha invitato a guardare a questa fase con fiducia, senza però lasciarsi trascinare da entusiasmi eccessivi: “Ci sono alcuni indicatori molto positivi che dobbiamo avere la forza e la lucidità di sviluppare”. Un richiamo alla necessità di trasformare le opportunità in risultati concreti e duraturi.
Ad aprire i lavori sono stati il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, e il professor Silvio Traverso, con una riflessione sul valore di un ospedale e sull’impatto della ricerca e dell’innovazione sanitaria nel territorio alessandrino. Un tema che ha evidenziato quanto la presenza di strutture universitarie e scientifiche possa contribuire non soltanto alla qualità dei servizi, ma anche all’attrattività e allo sviluppo economico della provincia.
Proprio il rettore Rizzi ha sottolineato le caratteristiche che rendono l’Alessandrino interessante anche per gli studenti universitari. Accanto alla bellezza del territorio, emergono infatti condizioni favorevoli per chi sceglie di studiare e vivere in questa realtà: costi più contenuti rispetto alle grandi città, una crescente disponibilità di alloggi, un ambiente più accessibile e un rapporto diretto con i docenti. Un elemento, quest’ultimo, che rappresenta un valore aggiunto per un ateneo di medie dimensioni, dove anche le relazioni personali e la socializzazione possono svilupparsi con maggiore facilità. L’università diventa così uno degli strumenti attraverso i quali il territorio può attrarre giovani, competenze e nuove energie.
La sanità ha occupato una parte importante del forum, con un approfondimento dedicato al percorso di riconoscimento dell’IRCCS sull’asse Alessandria-Casale e alle opportunità che questo progetto rappresenta per la provincia. Tra i protagonisti Antonio Maconi, commissario straordinario per il riconoscimento, Oria Trifoglio, consigliera dell’Ordine dei Medici, e Michele Monti, in rappresentanza degli ordini dei fisioterapisti, delle ostetriche, delle professioni infermieristiche e dei TSRM-PSTRP.
Maconi ha evidenziato come il progetto del primo IRCCS pubblico del Piemonte rappresenti una delle peculiarità più importanti dell’Alessandrino, soprattutto per il percorso condiviso che ne ha accompagnato la nascita. Un’iniziativa sostenuta da una volontà diffusa, capace di coinvolgere le diverse componenti della società civile e le forze politiche attorno a un obiettivo comune. La ricerca sanitaria si conferma dunque una delle grandi opportunità del territorio, non soltanto per migliorare la qualità delle cure, ma anche per attrarre professionalità, sviluppare innovazione e rafforzare il ruolo di Alessandria e Casale nel panorama scientifico regionale.
Dalla sanità il confronto si è spostato sul mondo dell’impresa, dell’artigianato e delle produzioni di eccellenza. Gianluca Cravera, CEO di Newton Spa e cofondatore di Fondazioni Mani Intelligenti, Alessia Crivelli, presidente del Gruppo aziende orafe di Confindustria Alessandria e presidente di Fondazione Mani Intelligenti, e Luca Ballerini, sindaco di Valenza, hanno affrontato il tema della materia, della bellezza e del futuro di un’eccellenza italiana. Al centro, il patrimonio di competenze e creatività del distretto orafo valenzano, simbolo di una tradizione manifatturiera che ha saputo affermarsi a livello internazionale e che continua a confrontarsi con le sfide dell’innovazione e della trasmissione del sapere alle nuove generazioni.
Un altro capitolo della mattinata è stato dedicato alla viticoltura, settore che rappresenta una componente fondamentale dell’identità e dell’economia provinciale. Donato Lanati, scienziato enologo e fondatore di Enosis Meraviglia, centro di ricerca applicata nel mondo dell’enologia, e Walter Massa, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, hanno ripercorso la storia della viticoltura alessandrina, tra tradizione, qualità e valorizzazione delle produzioni locali.
Per Lanati, tuttavia, la vera ricchezza della provincia non si esaurisce nei suoi paesaggi o nei suoi prodotti. Le colline disegnate dai vigneti, alternate a campi di grano, girasoli e boschi, raccontano un territorio che conserva una dimensione profondamente umana. Ed è proprio la qualità della vita, insieme all’accoglienza e alla discrezione delle persone, a rappresentarne uno dei tratti distintivi. Come ha osservato l’enologo, “Il valore di un territorio si misura in funzione delle persone che lo abitano e anche di quelle che lo visitano”. Una riflessione che ha allargato il significato stesso di crescita, ricordando come lo sviluppo economico debba accompagnarsi alla tutela del paesaggio, delle relazioni e della qualità della vita.
Tra gli argomenti centrali del forum anche la logistica, settore nel quale la provincia di Alessandria può svolgere un ruolo sempre più importante grazie alla sua collocazione geografica e alla vicinanza con i porti liguri. A discuterne sono stati Cesare Rossini, presidente della Fondazione SLALA, Enrico Bussalino, assessore regionale, e Fabrizio Palenzona, presidente onorario di SLALA.
Rossini ha sottolineato il valore strategico dell’Alessandrino per la crescita dei porti di Genova, Vado e Savona, evidenziando in particolare le opportunità offerte dal potenziamento dei collegamenti ferroviari e dallo sviluppo delle aree retroportuali. L’obiettivo è favorire un trasferimento sempre maggiore delle merci dalla strada alla ferrovia, con benefici sia ambientali sia economici. Secondo le stime illustrate da Rossini, il recupero di un milione di container oggi movimentati attraverso porti del Nord Europa, come Amsterdam e Rotterdam, potrebbe generare un valore fiscale nell’ordine dei sette miliardi di euro. Una prospettiva che, nelle sue parole, rende le province di Alessandria e Asti una risorsa non soltanto per il Piemonte e la Liguria, ma per l’intero sistema logistico nazionale.
Sul rapporto tra sviluppo economico e tutela ambientale si è soffermato Enrico Bussalino, richiamando l’importanza dei collegamenti strategici e degli strumenti messi in campo dalla Regione Piemonte per sostenere gli investimenti. Tra questi il Piano Territoriale Regionale e la Zona Logistica Semplificata, pensati per favorire le attività imprenditoriali e rendere il territorio più competitivo. Bussalino ha evidenziato la necessità di accompagnare la crescita senza compromettere la salvaguardia del suolo, ricordando il limite del 3% previsto per il consumo di suolo. Una sfida che richiede equilibrio tra esigenze produttive, infrastrutture e sostenibilità ambientale.
A rimarcare la varietà delle risorse provinciali è stato anche Fabrizio Palenzona, che ha invitato a considerare la diversificazione come uno dei principali punti di forza dell’Alessandrino. Da Casale a Tortona, dalle terme al vino, dalla ricerca scientifica alla logistica del freddo, la provincia può contare su competenze e settori differenti, capaci di integrarsi e rafforzarsi reciprocamente. Una ricchezza che, secondo Palenzona, rappresenta un vantaggio competitivo importante: “Abbiamo tutto quello che serve per essere i migliori”.
A completare questo ritratto della provincia di Alessandria è stato Paolo Arrobbio, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che ha richiamato l’attenzione su un patrimonio meno tangibile, ma altrettanto prezioso: la qualità della vita e il senso di comunità che ancora caratterizzano i piccoli centri del territorio. Accanto ai paesaggi, ai borghi, ai castelli medievali e alle ricchezze storiche e culturali, secondo Arrobbio è soprattutto la dimensione umana a rendere speciale l’Alessandrino.
La mattinata di “Territori in Crescita 2026” ha dunque restituito l’immagine di una provincia dalle molte identità, nella quale convivono ricerca scientifica, grandi tradizioni produttive, eccellenze artigianali, patrimonio agricolo e opportunità infrastrutturali. Un territorio che può contare su risorse significative, ma che deve continuare a investire nella capacità di metterle in relazione, superando frammentazioni e valorizzando le competenze presenti.