Autore Redazione
venerdì
31 Gennaio 2020
19:05
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Cronaca - Casale Monferrato

“La Banda Tom solo propaganda”, sul Circolo Guaschino insorge Carla Nespolo

La presidente dell'Anpi attacca il Circolo Sandro Guaschino - Casale Tricolore che aveva definito la Banda Tom come un format favolistico
“La Banda Tom solo propaganda”, sul Circolo Guaschino insorge Carla Nespolo

CASALE MONFERRATO – Rabbia e indignazione. Questo quello che ha suscitato in Carla Nespolo la lettera aperta del Circolo Sandro Guaschino – Casale Tricolore, firmata dal presidente Fabrizio Carpignano e dal coordinatore Alberto Costanzo, pubblicata sul bisettimanale Il Monferrato. Nella missiva si legge un lungo attacco nei confronti delle celebrazioni della Banda Tom, la brigata partigiana che il 15 gennaio 1945 venne trucidata dai nazifascisti.

Nella lettera si legge come “la vicenda della Banda Tom è sempre più appannaggio della politica che la sradica dalla sua dimensione reale e ne fa un mero strumento di propaganda, una propaganda offensiva per tutti i protagonisti di quei tragici fatti che vengono soltanto usati“. A favore della sua tesi il Circolo Sandro Guaschino – Casale Tricolore ha citato la sentenza del 9 marzo 1956 della Corte d’Assise di Chieti in cui il capitano Albano, ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana, veniva assolto per l’eccidio anzi “elogiato per la brillante operazione di polizia portata a compimento“.

Parole che hanno scatenato la reazione dell’Anpi e in particolare della presidente Carla Nespolo. “Una lettera allucinante. Non ci sono altre parole“, ha detto la presidente dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia. “Quello fu un eccidio e non una semplice operazione di polizia come la si vuol far passare. Parlare di propaganda da parte della politica è assurdo. Si tratta di un ricordo di chi ha dato la vita per la liberazione e non di altro“, ha aggiunto Nespolo. L’ex senatrice ha poi parlato di “un preoccupante ritorno della destra. Una destra fascista e non liberale o riformista. Questo avvelena gli animi di un’Italia che in questi anni ha un po’ perso la bussola“.

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