Autore Redazione
venerdì
10 Aprile 2026
10:45
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Cronaca - Casale Monferrato

Ballo “100 e non più 100”: Enea Benedetto precisa la sua posizione “unicamente tecnica”

Ballo “100 e non più 100”: Enea Benedetto precisa la sua posizione “unicamente tecnica”

AGGIORNAMENTO – Nessun collegamento, né diretto né indiretto, tra il professor Pierfelice degli Uberti, il signor Enea Benedetto e l’evento “Ballo dei 100 e non più 100”. A chiarirlo è lo stesso Pierfelice degli Uberti.  Il docente smentisce in modo netto qualsiasi associazione, definendo tale ricostruzione integralmente falsa, arbitraria e priva di riscontro fattuale”, oltre che potenzialmente lesiva della propria reputazione. Pierfelice degli Uberti precisa di “non aver mai conosciuto personalmente il Signor Enea Benedetto, ad eccezione di gratuite consulenze riferite ad un progetto poi non andato in porto sullo studio dell’araldica, genealogia, ordini cavallereschi, in quanto in contrasto con il mio modo di pensare su queste discipline“. Degli Uberti ricorda il proprio ruolo come docente di araldica, diritto nobiliare e Scienze ausiliarie della storia presso le Scuole di Archivistica degli Archivi di Stato di Bologna e Modena e sottolinea inoltre il proprio approccio accademico: “Sono uno studioso e non utilizzo la mia formazione come strumento di business. Le consulenze che svolgo, sia per enti pubblici che per soggetti privati, sono sempre gratuite e hanno finalità esclusivamente pedagogiche e didattiche”. Entrando nel merito dell’evento, il professore chiarisce ulteriormente: “Il signor Enea Benedetto non è mai stato invitato né coinvolto nel ‘Ballo dei 100 e non più 100’ e non ha mai fatto parte del Comitato Promotore. Non esiste alcun collegamento, diretto o indiretto, tra le parti”.

 

CASALE MONFERRATO – Anche Enea Benedetto, Founder–Vectorium/benediXit OÜ, interviene dopo le contestazioni del segretario regionale di Rifondazione, Alberto Deamborgio,  segretario regionale per il Piemonte e la VdA di Rifondazione Comunista, sul ballo “100 e non più 100” previsto a Casale il 17 e 18 aprile. Il politico aveva richiamato un articolo del Fatto Quotidiano in cui l’evento viene accostato a “monarchia, ordini cavallereschi e a movimenti di destra“. Benedetto, coinvolto in questa discussione, ha voluto precisare la sua posizione “sia a tutela della mia persona, sia per rispetto del lavoro condotto negli ultimi anni con benediXit OÜ, Vectorium e con i vari team tecnici coinvolti”. Di seguito la sua spiegazione:

Il progetto “The Royal Protocol” è nato nel 2024 da una mia idea tecnologica e da anni di ricerca sull’uso della blockchain per la certificazione del patrimonio storico, genealogico, immobiliare e sportivo. Gli articoli di stampa mi hanno rivelato dinamiche e contenuti che non erano stati condivisi con me, e dai quali mi dissocio integralmente, non avendo mai partecipato – né avendo mai avuto intenzione di partecipare – a qualsiasi forma di concessione, intermediazione o promozione di titoli nobiliari. La mia attività, e quella dei team che ho coordinato, è sempre stata solo ed esclusivamente tecnica, scientifica e documentale“.

Benedetto dopo la pubblicazione dell’articolo spiega di essers mosso per “chiedere chiarimenti formali ai soggetti coinvolti; di essersi dissociato da ogni iniziativa non conforme alla legge;di aver tutelato la sua proprietà intellettuale, il suo team e il lavoro svolto; di aver proseguito autonomamente lo sviluppo tecnico del progetto originario; di aver avviato un processo di totale trasparenza e ricostruzione documentale“. Benedetto ha poi precisato di “non avere alcun ruolo, diretto o indiretto, in attività che riguardino titoli cavallereschi o pratiche affini, e di non aver mai percepito alcun compenso collegato a tali attività. Il progetto originario che ho creato non riguarda i titoli, ma la certificazione del patrimonio storico attraverso blockchain”. Da questa visione sono nati 4 protocolli: “The Royal Protocol, il Passaporto Araldico Storico Digitale; una piattaforma indipendente per certificare genealogie, documenti storici e archivi; il Domus Protocol, il passaporto digitale degli immobili: ristrutturazioni, materiali, storia, consumo energetico; Originis Protocol, la tracciabilità completa dei prodotti alimentari e istituzionali: “Origin is the Protocol”; e il SportY Protocol, il Passaporto Sportivo Digitale: identità verificata, carriera, performance, certificazioni mediche“.

Tutti progetti, ha aggiunto Benedetto, in grado di rappresentare la sua missione professionale, e cioè “digitalizzare asset storici e dati sensibili tramite certificazioni distribuite, verificabili e a prova di falsificazione”. Ora il lavoro proseguirà attraverso il Saudi-European Innovation Hub (SEIH) di cui è co-fondatore nell’area europea, il tutto basato su tecnologie blockchain, AI e certificazione distribuita”. Benedetto conclude infine specificando la sua “totale estraneità a qualunque attività che esuli dalla ricerca storica, dalla certificazione digitale e dall’innovazione tecnologica. Il mio unico impegno è – e resterà – utilizzare la tecnologia per portare trasparenza, tracciabilità e valore verificabile in settori fondamentali per il patrimonio culturale e per la società“.

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