martedì
14 Aprile 2026
07:51
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La Chiesa Valdese di Alessandria dice no alla “benedizione della guerra”
ALESSANDRIA – La Chiesa Metodista di Alessandria aderisce al comunicato del I Distretto delle Chiese Valdesi “Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene”, un testo che denuncia l’uso improprio del linguaggio religioso per legittimare conflitti e potere. Il riferimento è alla violenza di questi tempi e all’escalation anche mediatica culminata con l’auto raffigurazione del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nelle vesti di Gesù.
“Come comunità cristiana sentiamo il dovere di ricordare che la preghiera non è mai un atto di potere, e che il nome di Dio non può essere associato alla violenza – hanno spiegato Gregorio Plescan (pastore), Donatella Gambotto, Daniela Dabene e Giuseppe Marchese. L’Evangelo ci chiama a stare dalla parte degli ultimi, degli afflitti, dei perseguitati e degli operatori di pace. In un tempo in cui le immagini di guerra rischiano di diventare normalità, vogliamo ribadire che la fede cristiana non giustifica la forza, ma invita alla riconciliazione, alla giustizia e alla cura della vita. Le immagini più volte viste del presidente americano nello Studio Ovale benedetto da sedicenti pastori evangelici nei suoi propositi di guerra non solo non ci appartengono, ma ci scandalizzano e ci giungono come bestemmia contro il Signore dei poveri e degli emarginati in cui crediamo”.
Il pastore Gregorio Plescan, attualmente in servizio nel Basso Piemonte, ha scritto al Distretto queste parole per l’adesione: “Cari fratelli e care sorelle, la chiesa metodista di Alessandria aderisce al documento “Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene” da voi elaborato relativo agli sconcertanti episodi legati alla benedizione della guerra d’aggressione all’Iran intrapresa da USA e Israele, e si impegna a chiarire in ogni situazione possibile la distanza incolmabile tra la sensibilità protestante, tesa alla sequela di Gesù, il “principe della pace” (Isaia 9,5) e quella auto-definitasi “evangelicale”.