20 Luglio 2026
09:58
“Il sentiero che non c’è più”: il racconto di Alberto Maffiotti sulle Alpi che cambiano con il clima
PIEMONTE/VALLE D’AOSTA – Un sentiero che fino a pochi anni fa era considerato semplice e sicuro oggi è diventato un instabile pendio dove ogni passo richiede attenzione. È questa l’immagine potente che emerge da “Il sentiero che non c’è più”, il racconto pubblicato sul blog del monferrino Alberto Maffiotti, una riflessione sul cambiamento delle montagne alpine causato dal riscaldamento climatico.
La storia si apre all’alba, ai piedi del Monte Rosa. Maffiotti parte dal rifugio diretto verso la traversata sotto lo Stolemberg, convinto di ritrovare un percorso conosciuto. Lungo il cammino incontra una giovane atleta di Borgosesia, abituata a correre il Trofeo Mezzalama, che lo avverte subito: il sentiero, già precario poche settimane prima, potrebbe essere cambiato ancora.
L’intuizione si rivela corretta. Il tracciato è ormai quasi scomparso, sostituito da una distesa di ghiaia instabile e massi che si muovono a ogni passo. I due escursionisti affrontano il tratto con estrema prudenza, aiutandosi a vicenda, fino a raggiungere una cengia attrezzata con corde fisse.
Il dialogo tra i due diventa l’occasione per spiegare uno dei fenomeni meno visibili ma più significativi che stanno interessando le Alpi: lo scioglimento del permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato che, infiltrandosi nelle fratture della roccia, agisce come un vero e proprio “cemento naturale”. Con l’aumento delle temperature, questo ghiaccio profondo si scioglie, lasciando vuoti che favoriscono frane, crolli e l’instabilità dei versanti.
Il degrado del permafrost mette a rischio rifugi, impianti di risalita, infrastrutture e perfino le stazioni di monitoraggio scientifico, mentre competizioni storiche come il Trofeo Mezzalama devono modificare frequentemente i percorsi per adattarsi a ghiacciai, crepacci e nevai che cambiano di anno in anno.
Il messaggio finale è una riflessione sul rapporto tra uomo e montagna. Le mappe restano le stesse, ma il territorio cambia rapidamente, rendendo indispensabili prudenza, osservazione e umiltà. Per Maffiotti la montagna continuerà a esistere e a trasformarsi, ma sarà l’uomo a dover imparare nuovamente a leggerla, accettando che molti luoghi conosciuti non sono più quelli di un tempo. Un racconto che, attraverso un incontro casuale e un’escursione tra le vette del Monte Rosa, invita a guardare oltre il paesaggio e a prendere coscienza di un cambiamento climatico che sulle Alpi è già una realtà concreta.
Cliccate qui per leggere il racconto integrale: www.albertomaffiotti.it/ghiacciai.