12 Settembre 2026
11:47
Tensioni e aggressioni al Pronto Soccorso di Alessandria, l’Ordine degli Infermieri chiede incontro urgente al Prefetto
ALESSANDRIA – Rafforzare la vigilanza, prevedere percorsi specifici per gestire le situazioni a rischio e rendere ancora più stretto il coordinamento con le Forze dell’Ordine. È quanto chiede l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Alessandria dopo la difficile giornata di mercoledì 9 settembre al Pronto Soccorso dell’IRCCS di Alessandria, dove infermieri, medici e operatori sanitari hanno dovuto affrontare più episodi di forte tensione, tra minacce, insulti e comportamenti aggressivi da parte di pazienti in stato di agitazione.
Il presidente dell’Ordine, Giovanni Chilin, manifesta innanzitutto vicinanza agli infermieri coinvolti nell’episodio e, più in generale, a tutto il personale chiamato quotidianamente a lavorare in situazioni caratterizzate da forte pressione e da un crescente rischio di aggressioni.
“Non esistono giustificazioni, attenuanti o contesti che possano rendere accettabile un’aggressione — verbale o fisica — nei confronti di chi, ogni giorno, si prende cura della salute e della vita altrui”, afferma Chilin.
Una solidarietà che, secondo l’Ordine, deve però essere accompagnata da interventi concreti. Per l’OPI di Alessandria, infatti, quanto accaduto rappresenta l’ennesimo segnale della necessità di rafforzare le strategie di prevenzione e contrasto alla violenza nei confronti dei professionisti sanitari.
“Non possiamo tuttavia limitarci alla sola solidarietà”, sottolinea il presidente. Secondo Chilin, le strategie adottate fino a questo momento non sarebbero sufficienti a garantire condizioni di lavoro adeguatamente sicure. Da qui la richiesta di intervenire attraverso il potenziamento della vigilanza, l’introduzione o il rafforzamento di percorsi dedicati alla gestione delle situazioni considerate a rischio, una maggiore presenza dei presidi di sicurezza e un coordinamento più incisivo con le Forze dell’Ordine.
L’obiettivo indicato dall’OPI è evitare che la possibilità di subire un’aggressione diventi un elemento con il quale infermieri e altri professionisti sanitari debbano convivere durante il proprio turno di lavoro, soprattutto nei contesti più esposti e delicati come quello dell’emergenza-urgenza.
Proprio per affrontare la questione sul piano istituzionale, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche ha deciso di chiedere formalmente un incontro urgente al Prefetto di Alessandria. L’intenzione è arrivare alla definizione condivisa di un piano d’azione che possa aumentare concretamente il livello di tutela del personale sanitario.
“Servono misure concrete, strutturali e immediate”, sostiene Chilin, secondo il quale la sicurezza degli operatori non può essere considerata esclusivamente una questione organizzativa interna alle strutture sanitarie, ma riguarda direttamente anche le istituzioni chiamate a garantire condizioni adeguate per l’esercizio della professione.
Nel suo intervento, il presidente dell’OPI richiama inoltre il Codice Deontologico degli Infermieri e, in particolare, gli articoli 15 e 23. Il primo, dedicato alla “Cura dei curanti”, pone l’attenzione sul benessere psicofisico dei professionisti: un infermiere tutelato e sostenuto, evidenzia l’Ordine, è nelle condizioni di offrire cure più sicure ed efficaci ai cittadini.
Il secondo articolo richiamato riguarda invece “Privazioni, violenze e maltrattamenti” e viene citato dall’OPI per ribadire la necessità di contrastare ogni forma di violenza e sopruso nei confronti dei professionisti sanitari. Un’aggressione a un operatore, nella posizione espressa dall’Ordine, non colpisce soltanto la persona direttamente coinvolta, ma finisce per ripercuotersi sull’intero sistema assistenziale.
Il tema della sicurezza viene quindi collegato anche alla qualità delle cure: lavorare in un ambiente nel quale il personale è esposto al rischio di violenze significa infatti incidere sulle condizioni nelle quali viene garantita quotidianamente l’assistenza ai pazienti.
“L’Ordine continuerà a vigilare e ad agire con determinazione affinché episodi come questo non si ripetano e affinché ai colleghi infermieri sia garantito quel rispetto e quella protezione che meritano”.