Cronaca - Alessandria

Nuovo ospedale Alessandria: prima pietra nel 2028. Irccs opportunità anche per il futuro dell’attuale struttura

ALESSANDRIA – Un lieve slittamento dei tempi rispetto a quanto annunciato lo scorso ottobre ma, come ha sottolineato il Governatore del Piemonte Alberto Cirio, “si tratta di tempistiche che, per la prima volta, sono reali“. A pochi giorni dalla firma del decreto del Ministro della Salute Orazio Schillaci che ha riconosciuto l’IRCCS Alessandria-Casale, primo Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblico del Piemonte, Regione Piemonte ha annunciato che venerdì 19 giugno, sarà aperto il bando di gara che individuerà l’operatore economico a cui affidare la progettazione della futura struttura sanitaria di Alessandria che sorgerà nell’area Galimberti, individuata dalla Regione Piemonte come il sito più idoneo. Entro fine anno, quindi, sarà affidata la progettazione ed entro il 2027 il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica sarà trasmesso a Inail. La prima pietra, quindi, sarà posta nel 2028, con una tempistica dei lavori che si aggirerà tra i cinque e i sette anni. “Lavorare su sedimi vergini come avverrà nella zona Galimberti di Alessandria sarà più facile, siamo convinti che avremo meno ritardi” ha aggiunto Riboldi.

«Si tratta di un passaggio fondamentale nell’iter che porterà alla realizzazione di uno dei più importanti investimenti di edilizia sanitaria del Piemonte hanno aggiunto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi “per un valore complessivo di 410 milioni di euro, sarà finanziato attraverso il programma INAIL dedicato agli interventi di elevata utilità sociale in questo campo». «La pubblicazione del bando per la progettazione del nuovo ospedale di Alessandria, rappresenta un passaggio fondamentale verso la realizzazione di un’opera strategica per il territorio e per l’intero Piemonte. Si tratta di un investimento da 410 milioni di euro, finanziato attraverso il programma Inail dedicato agli interventi di elevata utilità sociale, che rientra nel grande piano di edilizia sanitaria regionale da quasi 5 miliardi di euro, con il quale stiamo rinnovando profondamente la rete ospedaliera piemontese. In questo contesto, e a conferma della volontà di accompagnare concretamente il percorso che porterà alla realizzazione della nuova struttura, la Regione Piemonte ha anticipato i fondi per la progettazione, per 20 milioni di euro, che INAIL restituirà al momento della validazione del progetto”.

Sul tavolo anche il tema del futuro dell’attuale struttura del nosocomio Civile, tra via Venezia e spalto Marengo, una volta che le attività ospedaliere saranno trasferite. “Stiamo costruendo un piano che vogliamo concertare con le comunità locali” le parole dell’assessore Riboldi “con la nomina dell’Irccs Alessandria e Casale avranno necessità di nuovi spazi, alloggi per chi lavorerà nelle strutture, per studenti della Facoltà di Medicina, non avremo problemi nel riutilizzare questi spazi come sostegno all’attività sanitaria pubblica. Potrebbe essere una operazione davvero virtuosa, da mettere in campo insieme ai privati”.

Il nuovo ospedale di Alessandria, che vedrà un incremento di oltre 120 posti letto, sarà una struttura moderna, sostenibile, tecnologicamente avanzata e progettata per mettere al centro le persone, integrando assistenza, ricerca, formazione e innovazione. Il nuovo ospedale sorgerà su un’area di circa 20 ettari e sarà progettato per rispondere alle esigenze assistenziali, formative e di ricerca di un territorio che rappresenta un punto di riferimento per il quadrante sud-orientale della regione. Secondo il dimensionamento preliminare elaborato nell’ambito della collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria e il Politecnico di Torino, la struttura avrà una superficie lorda di oltre 94 mila metri quadrati, comprendendo anche gli spazi destinati alla didattica universitaria, alla formazione e alla ricerca coordinata dal DAIRI, e potrà contare su 632 posti (dagli attuali 510) tra posti letto (542) e posti tecnici (90), cioè postazioni per attività diagnostiche, terapeutiche e di osservazione.

L’obiettivo è realizzare un ospedale di nuova generazione, caratterizzato da elevati standard tecnologici, sostenibilità ambientale, efficienza energetica e flessibilità organizzativa. La progettazione dovrà coniugare innovazione digitale, percorsi assistenziali moderni e ambienti capaci di mettere al centro la persona, favorendo l’umanizzazione delle cure e il benessere di pazienti, familiari e professionisti.

«Con la pubblicazione del bando – ha detto Valter Alpe, Direttore Generale AOU AL – prende forma una nuova fase di un progetto destinato a ridisegnare il futuro della sanità alessandrina e piemontese, attraverso una struttura moderna, sostenibile e orientata all’innovazione, in grado di rispondere alle esigenze della medicina del futuro e di accompagnare lo sviluppo dell’attività universitaria e della ricerca sanitaria sul territorio, sempre mettendo al centro la qualità dei percorsi di cura e i bisogni di pazienti, professionisti e comunità».

A questo importante investimento infrastrutturale si affianca il recente riconoscimento dell’IRCCS Alessandria-Casale, il primo pubblico del Piemonte e uno dei pochi IRCCS pubblici universitari presenti in Italia. Un traguardo storico per la sanità piemontese che corona un percorso avviato oltre quindici anni fa e costruito grazie alla collaborazione tra Regione Piemonte, DAIRI, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, ASL AL e Università del Piemonte Orientale. Il nuovo Istituto insisterà sull’area tematica di Cardiologia-Pneumologia, con un particolare focus sulle patologie ambientali e sul mesotelioma, ambiti nei quali il territorio alessandrino e Casale Monferrato rappresentano una delle realtà più scientificamente avanzate a livello nazionale e internazionale.

«Il riconoscimento dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale e l’avvio della progettazione del nuovo ospedale rappresentano due percorsi distinti ma profondamente collegati hanno aggiunto il presidente Cirio e l’assessore Riboldi –. Da un lato abbiamo ottenuto un traguardo storico che inserisce il Piemonte nella rete degli IRCCS pubblici, dall’altro stiamo costruendo una struttura che sarà in grado di valorizzare pienamente questa nuova dimensione di ricerca, innovazione e alta specializzazione. L’IRCCS pubblico Alessandria-Casale nasce da una storia fatta di competenze, ricerca e capacità di fare rete, sviluppata negli anni grazie al fondamentale apporto di moltissime realtà del territorio, prima tra tutte il DAIRI, e il suo direttore Antonio Maconi. Oggi quel patrimonio trova un riconoscimento nazionale e guarda al futuro con una prospettiva ancora più ambiziosa. Il nostro obiettivo è fare in modo che i benefici di questo risultato non si fermino ad Alessandria e Casale Monferrato, ma si traducano in opportunità per l’intera sanità piemontese, rafforzando la capacità di attrarre professionisti, investimenti, progetti di ricerca e nuove opportunità di cura per i cittadini. Per questo continuiamo a dire che il decreto firmato dal Ministro rappresenta un punto di partenza e non di arrivo».

In questo percorso, dome detto, un ruolo centrale è stato svolto dal DAIRI, struttura che ha consentito di integrare ricerca e assistenza, costruire reti di collaborazione e consolidare un modello organizzativo oggi riconosciuto come uno degli elementi qualificanti dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale. Proprio il DAIRI, cui la Regione Piemonte ha attribuito anche un ruolo di supporto regionale per l’organizzazione della ricerca, rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il riconoscimento potrà generare ricadute positive non solo per il territorio alessandrino e casalese, ma per l’intero sistema sanitario piemontese.

«Il riconoscimento dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato molti anni fa, quando il territorio ha chiesto alla sanità e alla ricerca di assumersi una responsabilità concreta di fronte alla tragedia dell’amianto e del mesotelioma – le parole di Antonio Maconi, Commissario straordinario per il riconoscimento dell’IRCCS dell’AOU AL e Direttore del DAIRI Da quella spinta è nato un modello che ha integrato assistenza, ricerca, didattica e territorio, costruendo nel tempo competenze, infrastrutture e collaborazioni. Oggi questo riconoscimento non è un traguardo definitivo, ma l’inizio di una nuova fase: significa diagnosi più precoci, accesso a percorsi specialistici e sperimentazioni cliniche, maggiore capacità di attrarre talenti e una responsabilità ancora più forte verso i pazienti e verso tutto il sistema sanitario regionale».

«Per l’Università del Piemonte Orientale, per il territorio alessandrino e per l’intero sistema sanitario regionale, questa è una svolta che cambierà le dinamiche che regolano il legame tra ricerca e assistenza – ha concluso il Rettore UPO, professor Menico Rizzi –. Il riconoscimento IRCCS rafforza ulteriormente il rapporto con la ricerca clinica e biomedica che investe in modo transdisciplinare tutti i Dipartimenti del nostro Ateneo, che con l’integrazione nelle Aziende Ospedaliero-Universitarie di Alessandria e di Novara ha nell’ambito sanitario uno dei suoi elementi portanti. I risvolti positivi coinvolgeranno anche la qualità della nostra offerta formativa e di riflesso l’ecosistema assistenziale, che potrà contare su professionisti formati a contatto ancor più diretto con l’eccellenza scientifica aumentando l’attrattività del sistema nei confronti di studenti e ricercatori. In questa prospettiva UPO guarda con grande interesse al futuro dei nuovi ospedali di Alessandria e di Novara, e alla possibilità che il nuovo campus universitario alessandrino possa svilupparsi in stretta relazione con il nuovo ospedale».

Condividi
Vedi anche