Autore Redazione
venerdì
17 Luglio 2026
14:40
Condividi
Calcio - Alessandria

Addio a mister Osvaldo Bagnoli, il ricordo di Gigi Manueli: “Era il migliore, non faceva favoritismi”

Addio a mister Osvaldo Bagnoli, il ricordo di Gigi Manueli: “Era il migliore, non faceva favoritismi”

ITALIA – Ha fatto diventare realtà anche nel calcio italiano il racconto di Davide e Golia: il più debole che si impone sul più forte. Lui, con il suo Verona, stupì l’Italia conquistando lo Scudetto del 1985. Il mondo del calcio piange mister Osvaldo Bagnoli, mancato a 91 anni. Campione d’Italia con il Milan da calciatore, in panchina divenne poi un simbolo della formazione scaligera tricolore per poi allenare anche il Genoa e l’Inter. Bagnoli condusse il Grifone fino alle semifinali di Coppa Uefa: memorabile la vittoria dei rossoblu sul Liverpool, battuto ad Anfield Road.

Su Radio Gold il commosso ricordo di Gigi Manueli, bandiera dell’Alessandria Calcio e allenato da Bagnoli proprio al Verona, dal 1981 al 1983: “Uno dei migliori tecnici che ho incontrato, se non il migliore” ha raccontato Manueli “era molto preparato, un uomo dalle doti umane strepitose. Non faceva favoritismi: trattava tutti allo stesso modo, titolari e riserve. E poi era molto schivo: ricordo quando vincemmo la serie B e si fece aprire dai magazzinieri la porta secondaria per uscire da solo, lasciandoci a festeggiare con i tifosi. Se rimpiango di essere andato via dal Verona? No: lui a inizio anno fu sincero con me. Dopo il primo anno di serie A mi disse che sarei partito come riserva. Scelsi di tornare all’Alessandria per avvicinarmi a casa e perché c’era la prospettiva di aprire un bel ciclo con i Grigi. Dal punto di vista calcistico, poi, mister Bagnoli non sbagliava una messa: aveva un intuito straordinario. Io ero arrivato a Verona dal Genoa, giocando da tornante. Durante una partita di Coppa Italia con il Milan scelse di spostarmi in marcatura su Novellino: feci bene e giocai tutto il resto della stagione da mediano. Un altro esempio? Durante il campionato in serie A (concluso al quarto posto, ndr) giocavamo contro la Juve e lui scelse di far marcare Paolo Rossi da Spinosi, un difensore alto e forte fisicamente, e Roberto Bettega da Oddi, più brevilineo: tutti avrebbero scelto il contrario ma alla fine facemmo bene. Aveva ragione lui”. 

Condividi