2 Luglio 2026
12:20
Finta proposta di lavoro e poi l’aggressione: i Carabinieri incastrano tre giovani per rapina aggravata
VERCELLI – Rapina aggravata in concorso e lesioni personali: sono questi i reati contestati a tre giovani, rispettivamente di 20, 19 e 20 anni, due dei quali residenti a Torino e provincia e uno senza fissa dimora. Il provvedimento di avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica rappresenta l’atto finale di una meticolosa e complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Crescentino avviata a seguito di un violento episodio avvenuta in paese il 21 gennaio 2026.
Secondo quanto ricostruito dai militari la vittima era stata attirata in una vera e propria trappola visto che i tre giovani si erano presentati a casa del malcapitato con il pretesto di proporre alcuni lavori di ristrutturazione edilizia. Una volta riusciti a introdursi nel cortile, i malviventi avevano aggredito l’uomo colpendolo in modo violento all’occhio sinistro e strappandogli dal collo una catenina d’oro, per poi darsi immediatamente alla fuga. Per quell’agguato la vittima aveva riportato un trauma facciale giudicato guaribile in 7 giorni.
L’efficace attività investigativa si è sviluppata attraverso un accurato incrocio di elementi tradizionali e moderni riscontri tecnologici. I militari dell’Arma hanno infatti analizzato minuziosamente i filmati di numerosi sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio e condotto mirati accertamenti tecnici sugli spostamenti dei sospettati. Questo paziente lavoro d’indagine ha permesso di ricostruire l’itinerario e la via di fuga dei malviventi, dal comune del basso vercellese fino alla periferia di Torino, consentendo di giungere a una chiara e univoca identificazione. Dagli accertamenti è emerso inoltre che i tre indagati, subito dopo il colpo, si erano recati in un centro commerciale dell’hinterland torinese per fare acquisti, come se nulla fosse accaduto.
Ciò che emerge a margine dell’attività investigativa svolta è la contiguità dei tre indagati alla microcriminalità nell’area torinese, con particolare riferimento alle “sottoculture” urbane note come
“maranza”. Nei contesti periferici e d’aggregazione, tale fenomeno si manifesta spesso attraverso condotte antisociali, reati predatori e l’esibizione di una marcata ostilità verso le forze dell’ordine,
dinamiche alimentate anche dalla ricerca di visibilità sulle piattaforme social.