ACQUI TERME/OVADA – Le cinque settimane estive di stop sulla Acqui Terme – Genova e il continuo cambio da treni ad autobus disposto fino al 3 settembre stanno creando non pochi problemi ai viaggiatori. I pendolari e i 27 Comuni interessati dalla linea, nei giorni scorsi, hanno così inviato una lettera alla Regione Liguria. “Nero su bianco” il Comitato pendolari Valle Stura e Orba aveva chiesto i dati sul risparmio garantito dalla chiusura estiva, esprimendo inoltre perplessità sull’organizzazione del servizio sostitutivo tramite autobus. Garantito comunque il passaggio dei treni merci sulla linea, i pendolari avevano evidenziato le criticità della circolazione degli autobus sulla statale, in molti casi costretti a fermarsi svariati minuti davanti ai passaggi a livello abbassati.

La risposta della Regione Liguria non ha però soddisfatto le richieste di pendolari e Comuni, che si aspettavano “numeri e certezze”. “Il servizio sostitutivo – ha spiegato l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria, Giovanni Berrinoè stato dimensionato con cura: verificato, validato e infine integrato con bus aggiuntivi prima dell’inizio dell’interruzione”. Uno stop, ha aggiunto, che ha riguardato anche le linee ‘Genova –Busalla’ e ‘Voltri – Nervi’. Per quanto riguarda il continuo passaggio dei treni merci la Regione Liguria, tramite l’assessore ai trasporti, si è detta “estranea alla programmazione e all’instradamento”. Continua dopo il banner

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Ricevuta la lettera dell’assessore Berrino, il Comitato pendolari Valle Stura e Orba e i Comuni interessati dal passaggio dei treni della Acqui-Genova hanno quindi fissato una riunione a Ovada per il 4 settembre, primo giorno dopo la riapertura della linea. L’incontro, in programma alle 21 nella Loggia di San Sebastiano, servirà a fare il punto della situazione, ha spiegato Fabio Ottonello, presidente del Comitato pendolari.La lettera era ovviamente provocatoria – ha precisato – Eravamo stufi di subire questa situazione e volevamo risposte certe. La Regione, però, ha scelto di sorvolare sulle nostre richieste”.