VALENZA – Il commercio a Valenza non è cosa facile. Lo si capisce dai toni accesi di una discussione partita ieri dopo le dichiarazioni scoppiettanti del Movimento 5 stelle cittadino. Tutto è legato alla prossima Fera del BunPat, il pretesto per denunciare, secondo i pentastellati, una mancata condivisione delle politiche legate al commercio.

L’accusa è scattata per una circolare del 7 marzo in cui “il Comune, attraverso il comitato ‘Oro dal  Po al  Monferrato‘” avrebbe “allungato le mani sulla Fera dall BunPat, modificando il costo di adesione, portato a 70 euro rispetto ai 50 euro pattuiti durante la riunione del 3 ottobre 2016, alla presenza dei commercianti“. In quella assemblea, ha continuato il Movimento, era stato deciso di “investire il ricavato nelle successive edizioni“. Continua dopo il banner

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Secondo i 5 stelle l’assessore Massimo Barbadoro avrebbe “cambiato le carte in tavola, dimenticandosi del protocollo d’intesa pattuito con la proloco per l’organizzazione della manifestazione“. Per questa ragione il Movimento ora chiede “quali siano le attività  svolte dal comitato ‘Oro dal Po al Monferrato’, nato come rete collaborativa sul territorio e circuito della fidelity card , e che ora con la gestione del bun pat sembrerebbe avere competenze diverse“.

Chi amministra ha il dovere di divulgare un’informazione corretta, democratica e deve accettarsi che sia stata recepita, magari uscendo dal palazzo”
(Movimento 5 stelle Valenza)

I dubbi sarebbero alimentati anche dal fatto che alla Fidelity card, iniziativa del comitato, hanno aderito alcuni commercianti, non tutti, e “molti di loro non partecipano attivamente alle riunioni”, per cui, spiega il Movimento 5 stelle, non basta dire “le porte sono aperte, sopratutto se si è a conoscenza di alcune problematiche oggettive. Chi amministra ha il dovere di divulgare un’informazione corretta, democratica e deve accettarsi che sia stata recepita, magari facendo un piccolo sforzo uscendo dal palazzo“.

L’ultima stilettata i grillini la piazzano sulle cariche: “Può l’assessore del commercio essere presidente di un comitato a cui aderiscono i commercianti? Ogni forma di collaborazione è indispensabile, soprattutto in tempi di crisi ma è necessario agire con  trasparenza e chiarezza, definendo i ruoli, nel rispetto di tutti e di quella democrazia tanto acclamata che noi come forza politica non ci stancheremo mai di perseguire”.

“Grave cavalcare questa polemica, alimentando ulteriore odio, provocando un danno di immagine al settore del commercio”
(M. Barbadoro, assessore al Commercio di Valenza)

La risposta dell’assessore Massimo Barbadoro è arrivata subito e non è stata una carezza. Secondo il rappresentante della giunta valenzana la polemica sarebbe stata alimentata da chi “ha interessi personali e non collegiali. Dispiace – ha aggiunto Barbadoro – che un esponente politico si faccia strumentalizzare, creando ulteriore tensione“.

Per l’assessore è soprattutto “grave cavalcare questa polemica, alimentando ulteriormente l’odio tra i soggetti di categoria dando così un immagine del settore veramente inqualificabile, quando invece proprio per il ruolo pubblico della consigliera Anna Maria Zanghi e i 5 stelle era necessario lavorare nella direzione opposta, come stiamo cercando di fare, unire tutte le forze in un momento di grande difficoltà. Se alcune parti politiche non riescono a capire queste situazioni basilari della gestione pubblica della città, sono veramente molto preoccupato“.

Non esiste – ha aggiunto Barbadoro – a oggi, un comitato dei commercianti e quindi credo sia necessario capire chi decide rispetto alle scelte da fare sulla città e sulle attività commerciali”.

Di sicuro però da anni il commercio valenzano fa i conti con problemi e dissidi che alimentano fratture e polemiche. Uno scenario causato daalcune situazioni che si sono stratificate negli anni per l’assenza di una struttura ben definita nella gestione delle attività di governance di alcune politiche legate allo sviluppo economico e commerciale sul territorio. Questo ha determinato un caos generale con situazioni gestite da alcuni senza dare chiarezza. Poi c’è un elemento preoccupante e cioè che una forza politica vada ad alimentare pesantemente questo tipo di odio fra soggetti, commercianti, che risentono tantissimo di una esposizione mediatica non favorevole alle attività quotidiane. Se non si capisce che la politica ha anche un ruolo di raffreddamento, di diplomazia, alimentando fenomeni di contrasto allora io mi preoccupo seriamente”. 

Sulla rappresentatività del Comitato ‘Oro dal Po al Monferrato’ Barbadoro ha puntualizzato: “Il comitato è nato circa un anno fa, sulla base di un progetto iniziale che sta dando buoni risultati, la fidelity card, ma si sviluppa su linee guide che coinvolge più soggetti, tra cui gli enti locali. Questo è uno strumento che serve a coinvolgere tutti ed è stato sempre aperto e disponibile ad accogliere tutti coloro che vogliono lavorare sulla valorizzazione del territorio. Non è pensato rifacendosi al vecchio concetto del ‘comitato commercianti’, è una cosa ben più ampia. Questo strumento non esisteva sul territorio e può essere utilizzato dai commercianti. Lo hanno fatto per la fidelity card, lo utilizzeremo insieme all’Amv per la riqualificazione dell’arredo urbano e poi per Valenza in Fiore e altre iniziative. Il Comitato c’è è ben più largo e non solo rappresentativo dei commercianti“.

Barbadoro infine ha replicato anche alle accuse sul costo di 70 euro, anziché 50, per l’adesione alla Fera del BunPat. Una questione “del tutto strumentale – ha chiuso Barbadoro – solo per fare altra polemica, perché si parla di 57 euro + iva per un totale appunto di 70 euro, iva inclusa. Il comitato andrà avanti finché ci sarà la volontà dei promotori di collaborare per un coordinamento territoriale con gli altri Comuni ( Lu Monferrato – San Salvatore M.to – Pecetto di Valenza – Bassignana ), tra le diverse associazioni di categoria Confesercenti , CNA, Ascom, Confartigianato e numerosi commercianti“.