Cronaca - Novi Ligure

Carabinieri smantellano aggressiva banda di usurai. Tassi oltre il 30% e pestaggi per ottenere soldi e silenzio

NOVI LIGURE – All’alba di oggi è scattata un’operazione dei Carabinieri di Novi Ligure che ha messo fine a un brutale giro di usura gestito da un gruppo criminale che ha coinvolto almeno 30 vittime con prestiti capestro, dai tassi superiori al 30%. Cinque in tutto le ordinanze di custodia cautelare , tre in carcere e due ai domiciliari.

L’attività investigativa, battezzata “Dalton”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Alessandria, ha ricostruito le condotte compiute dal 2024 al 2025 dal sodalizio con a capo un 50enne, già gravato da precedenti specifici e detenuto dal 2018. La permanenza in carcere non ha impedito all’uomo di dirigere i parenti, sfruttando telefoni cellulari introdotti clandestinamente nell’istituto di reclusione. Dalla cella, il cinquantenne infatti impartiva direttive e gestiva i flussi economici, delegando il controllo sul territorio alla moglie e alla figlia. Le due donne, sfruttando lo spessore criminale della famiglia, coordinavano le attività illecite avvalendosi di altri due complici, incaricati di eseguire materialmente le operazioni di riscossione e le spedizioni punitive.

Le indagini dei Carabinieri, sviluppate grazie a pedinamenti, appostamenti e sofisticate attività video-fotografica, hanno portato al sequestro di “libri contabili”, rudimentali ma dettagliati. All’interno sono censite almeno 30 vittime, persone in gravi difficoltà economiche costrette ad accettare prestiti con tassi d’interesse superiori al 30%, destinati a lievitare vertiginosamente in poche settimane. Il mancato rispetto delle scadenze innesca l’applicazione di pesanti penali e, nei casi di insolvenza, l’uso della violenza fisica. Gli stessi militari grazie alle indagini hanno potuto accertare episodi di aggressioni e pestaggi, finalizzati a consolidare il clima di intimidazione e a scoraggiare eventuali denunce.

Il volume d’affari movimentato è ingente: i flussi di denaro illecito accertati superano i 100mila euro. Durante le operazioni di perquisizione, i Carabinieri hanno recuperato 12mila euro in contanti e tre carte di pagamento intestate a terzi, utilizzate dal clan per rendere non tracciabili le transazioni e schermare il patrimonio accumulato.

Per garantire la liquidità necessaria ad alimentare i prestiti usurari, la banda ha anche gestito, parallelamente, un canale di traffico di stupefacenti. Questa attività veniva svolta anche nel carcere, attraverso una significativa capacità di penetrazione del gruppo grazie a colloqui con amici detenuti che miravano a introdurre droga nei penitenziari. L’attività dei Carabinieri ha permesso di intercettare e bloccare la cessione di oltre 300 grammi di sostanza prima che potesse varcare le soglie degli istituti di pena.

L’operazione odierna si conclude con il trasferimento dei cinque indagati presso la casa circondariale e ai domiciliari. Con questo intervento, i Carabinieri hanno smantellato una centrale criminale radicata nel tessuto sociale novese, interrompendo una spirale di estorsioni e violenze che da tempo opprimeva il territorio e i cittadini più vulnerabili.

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