Autore Redazione
venerdì
3 Aprile 2026
05:55
Condividi
Calcio - Alessandria

Figc, Gianni Rivera si candida alla presidenza: “Serve un cambio di mentalità, calcio invaso dai procuratori”

Figc, Gianni Rivera si candida alla presidenza: “Serve un cambio di mentalità, calcio invaso dai procuratori”

ITALIA – Leggenda del nostro calcio e mai banale nelle sue dichiarazioni. Intervistato da Rai Radio 1 Sport dopo la terza eliminazione consecutiva dell’Italia alle qualificazioni dei Mondiali e le conseguenti dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della Figc, Gianni Rivera non ha nascosto la sua ambizione: diventare nuovo presidente federale. In passato il campione alessandrino è stato presidente del Settore Giovanile e Scolastico della federazione, oltre che al vertice del Settore Tecnico di Coverciano.“Dobbiamo aprire gli occhi e creare le condizioni per un vasto cambiamento di mentalità, di cultura, di gente” ha sottolineato l’ex calciatore di Alessandria e Milan, Pallone d’Oro del 1969 “sono pronto perché ho un programma ben preciso che ho fatto con amici, tra cui Adolfo Sormani (ex calciatore e allenatore, figlio di Angelo, campione del Milan e compagno di squadra di Rivera, ndr). È un modello che stiamo studiando e preparando e che forse potrebbe essere utile per la Federazione. Pensiamo che la strada da percorrere sia quella di mettere il giovane calciatore nelle condizioni ottimali per migliorare tecnicamente”.

Secondo Rivera, infatti, “non si finisce mai di migliorare la tecnica, bisogna lavorarci per tanto tempo. Ho l’impressione che le scuole calcio non insegnino la tecnica. E questo secondo me è il primo passo che bisogna fare: creare per i giovani una strada certa, sicura, dove la prima cosa che devono fare è quella di migliorarsi sul piano tecnico. Pensiamo sia necessario affrontare seriamente l’argomento giovani, bisogna anche mettere le società nella condizione di migliorare i settori giovanili. Il calcio è invaso dai procuratori, i quali pensano prima di tutto a migliorare le loro tasche. So di molte famiglie che hanno rinunciato a fare proseguire i loro figli perché non avevano i soldi per pagare i procuratori. E questa secondo me è una perdita enorme: perché sono sicuro al 100% che tanti di quei bambini oggi avrebbero potuto essere in prima squadra e magari anche in Nazionale”.

Condividi