Autore Redazione
venerdì
12 Giugno 2026
05:27
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Cronaca - Pavia

Università di Pavia, laureati sempre più soddisfatti: occupato il 95% a cinque anni dal titolo

Università di Pavia, laureati sempre più soddisfatti: occupato il 95% a cinque anni dal titolo

PAVIA –  L‘Università di Pavia si conferma una delle realtà accademiche più solide e apprezzate del panorama italiano. A dirlo sono i dati del Rapporto AlmaLaurea 2026, che fotografano un Ateneo capace di coniugare qualità della formazione, soddisfazione degli studenti e ottimi risultati occupazionali. Nove laureati su dieci si dichiarano soddisfatti dell’esperienza universitaria vissuta a Pavia, mentre il tasso di occupazione raggiunge il 95,3% a cinque anni dal conseguimento del titolo, superando la media nazionale.

Il rapporto, che ha analizzato le performance formative di circa 335 mila laureati del 2025 provenienti da 81 università italiane e gli esiti occupazionali di quasi 700 mila laureati intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo, conferma ancora una volta il ruolo di primo piano dell’Ateneo pavese.

Tra gli aspetti più apprezzati dagli studenti emerge il rapporto con il corpo docente: l’89,1% dei laureati esprime un giudizio positivo, mentre l’83,3% ritiene adeguato il carico di studio rispetto alla durata del corso. Anche le attività didattiche ricevono una valutazione favorevole da parte dell’85,8% degli intervistati. Nel complesso, il 90% dei laureati dichiara di essere soddisfatto dell’esperienza universitaria.

Un dato significativo riguarda anche la fedeltà all’Ateneo: il 72,6% degli studenti sceglierebbe nuovamente sia lo stesso corso sia l’Università di Pavia, mentre un ulteriore 8,8% si iscriverebbe ancora nello stesso Ateneo cambiando però percorso di studi.

Buoni risultati arrivano anche sul fronte della regolarità degli studi. Il 67,3% dei laureati conclude il percorso nei tempi previsti, con una percentuale che sale al 72,6% tra i laureati magistrali biennali. L’età media al conseguimento del titolo è di 25,4 anni, mentre il voto medio di laurea si attesta a 103,2 su 110.

L’indagine evidenzia inoltre come il 62,3% dei laureati triennali scelga di proseguire la propria formazione con un corso di secondo livello. Per chi invece decide di entrare subito nel mondo del lavoro, i risultati sono incoraggianti: a un anno dalla laurea il tasso di occupazione raggiunge l’85,3%.

Particolarmente significativo il confronto con il dato nazionale per quanto riguarda i laureati magistrali. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati dell’Università di Pavia è dell’83,5%, superiore alla media italiana che si ferma all’80,8%. Inoltre, quasi un occupato su quattro (24,1%) può già contare su un contratto a tempo indeterminato.

A cinque anni dalla laurea il quadro diventa ancora più positivo. Il tasso di occupazione sale infatti al 95,3%, contro il 94,4% registrato a livello nazionale. Un risultato che testimonia la capacità dell’Ateneo di fornire competenze richieste dal mercato del lavoro e spendibili nel lungo periodo.

Anche le retribuzioni confermano il vantaggio competitivo dei laureati pavesi. A un anno dal titolo, i laureati magistrali percepiscono in media 1.544 euro mensili, contro i 1.495 euro della media italiana. Dopo cinque anni la retribuzione sale a 2.001 euro al mese, quasi cento euro in più rispetto alla media nazionale, che si attesta a 1.903 euro.

L’Università di Pavia continua inoltre ad attrarre studenti provenienti dall’estero e da altre regioni italiane. I laureati di cittadinanza straniera rappresentano l’11,6% del totale, in crescita rispetto al 9,7% rilevato l’anno precedente. Aumenta anche la quota di studenti provenienti da fuori regione, che raggiunge il 33,6%, con un incremento di 6,8 punti percentuali rispetto al Rapporto 2025.

I dati del rapporto di AlmaLaurea confermano un trend già consolidato nel corso degli ultimi anni – commenta il rettore dell’Università di Pavia Alessandro RealiGli studenti del nostro Ateneo che concludono gli studi si dichiarano per la quasi totalità soddisfatti del percorso didattico e godono di un beneficio concreto dal titolo, testimoniato dall’altissimo tasso di occupazione a un anno e a cinque anni dalla laurea. Risultati che richiedono l’impegno di docenti e personale, ma anche un continuo miglioramento della qualità dell’offerta formativa. Per questo continueremo a investire con decisione sul diritto allo studio“.

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