Autore Redazione
giovedì
2 Luglio 2026
08:55
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Cronaca - Alessandria

“Case e ospedali di Comunità scatole vuote”: Fp cgil presenta esposto in Procura per carenze di organico

“Case e ospedali di Comunità scatole vuote”: Fp cgil presenta esposto in Procura per carenze di organico

ALESSANDRIA – La Funzione Pubblica Cgil di Alessandria ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per “gravi carenze di organico, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e rischio per l’incolumità dei pazienti e degli operatori“. La dura posizione arriva alla luce della funzione che dovrebbero svolgere le Case delle Comunità e gli Ospedali di Comunità. Queste strutture dovevano ridurre il ricorso improprio al Pronto soccorso e negli ospedali e garantendo così un’assistenza più vicina alle persone. Ma oggi è doveroso chiedersi: chi dovrebbe far funzionare queste strutture? I numeri purtroppo raccontano una realtà molto diversa dagli annunci. Su 1.715 Case della Comunità programmate, solo 781 hanno attivato almeno un servizio e appena 66 risultano realmente operative con tutti i servizi previsti e con la presenza del personale medico e infermieristico richiesta dal DM 77.  Significa che meno del 4% delle strutture funziona davvero secondo gli standard stabiliti. Anche la situazione degli Ospedali di Comunità non è migliore. A fronte di 594 strutture programmate, soltanto 163 risultano attive e appena 119 rispettano gli standard di personale previsti. Anche in questo caso il divario tra quanto progettato e quanto realmente operativo è enorme“.

La Fp Cgil di Alessandria rileva però che il problema è l’organico, anche in provincia. “Negli ospedali si continua a lavorare con organici ridotti, reparti in sofferenza, turni massacranti e professionisti costretti ogni giorno a coprire carenze strutturali”, situazione che ha indotto il sindacato a presentare l’esposto e la segnalazione urgente alla Procura.
È impensabile immaginare di aprire nuove strutture senza prima risolvere la cronica carenza di personale. Il rischio, ma era già risaputo, è stato quello di inaugurare edifici ristrutturati che, nei fatti, diventano semplici contenitori vuoti incapaci di cambiare realmente l’assistenza territoriale. In questa regione è diventato di moda tagliare nastri o inaugurare nuove sedi se poi gli operatori vengono sottratti dai reparti degli ospedali, già in difficoltà, per essere trasferiti nelle nuove strutture territoriali“.
La richiesta è quindi di “un piano straordinario di assunzioni, la valorizzazione economica e professionale di infermieri e operatori sanitari, condizioni di lavoro che rendano il Servizio Sanitario Nazionale nuovamente attrattivo, una programmazione seria, dirigenti competenti capaci di gestire al meglio le risorse, ridurre gli sprechi e valorizzando il personale. I cittadini chiedono servizi reali ed efficienti, tempi di attesa certi e non hanno bisogno di strutture vuote, come pure gli operatori sanitari hanno bisogno di un maggior rispetto, organici adeguati e condizioni di lavoro dignitose. Solo così  Case e Ospedali della Comunità potranno diventare il pilastro della sanità territoriale immaginato dal PNRR dove devono anche garantire un supporto fondamentale per le RSA. Diversamente, resteranno l’ennesima occasione mancata, pagata ancora una volta dai lavoratori e dai cittadini”.
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