Autore Redazione
venerdì
18 Settembre 2026
11:36
Condividi
Cronaca - Provincia di Alessandria

Confesercenti e Procom al fianco di Fondazione CRA contro la desertificazione bancaria e commerciale

Confesercenti e Procom al fianco di Fondazione CRA contro la desertificazione bancaria e commerciale

ALESSANDRIA – Confesercenti e Procom si schierano al fianco della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria nella battaglia contro la desertificazione bancaria e, più in generale, contro il progressivo impoverimento dei servizi nei territori.

Le due realtà hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa promossa dal presidente della Fondazione, Paolo Arrobbio, dedicata alle conseguenze della riduzione della presenza degli istituti bancari e dei servizi essenziali nei centri abitati.

Un problema che, secondo Confesercenti e Procom, si lega direttamente a quello della desertificazione commerciale. La chiusura delle attività di vicinato, sottolineano le associazioni, priva infatti paesi, città, borghi e quartieri di presìdi fondamentali, contribuendo al progressivo svuotamento dei territori.

Da qui la disponibilità a collaborare con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria su un tema considerato comune: preservare la presenza dei servizi di prossimità e mantenere vitali le comunità locali.

Sul fronte del commercio, Confesercenti nazionale sta raccogliendo firme per una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata all’introduzione di “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

A sostegno dell’iniziativa, l’associazione richiama le proprie elaborazioni sulla dinamica delle imprese commerciali. Secondo i dati diffusi da Confesercenti, tra il 2019 e il 2025 sarebbero scomparse oltre 111mila imprese del commercio al dettaglio. Nello stesso periodo, la riduzione dei punti vendita fisici e la crescita delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di e-commerce avrebbero spostato circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie fuori dai circuiti economici locali.

Secondo le stime dell’associazione, ogni 100 euro spesi nei negozi fisici generano circa 70 euro che rimangono sul territorio sotto forma di occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando la stessa spesa viene effettuata attraverso grandi marketplace internazionali, sostiene Confesercenti, una quota analoga tende invece a uscire dal circuito economico locale.

Il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale“, sottolinea Manuela Ulandi, segretaria provinciale di Confesercenti.Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale“.

Ulandi evidenzia anche come il commercio digitale non debba essere considerato di per sé un elemento negativo. “L’e-commerce rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente“.
La questione bancaria e quella commerciale vengono così ricondotte a un unico problema: la perdita progressiva dei servizi che contribuiscono alla qualità della vita e alla tenuta economica e sociale dei territori.

Per approfondire:
Condividi