15 Ottobre 2026
12:33
Festa privata alla ex chiesa S. Francesco, Abonante: “Nessuna sacralità violata. Non è solo un museo”
ALESSANDRIA – “Non è stata violata alcuna sacralità“. Il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, è entrato nel merito della polemica divampata la scorsa settimana sull’ex chiesa di San Francesco, teatro nell’ultimo fine settimana di una festa privata che ha comportato la temporanea chiusura al pubblico dal 9 all’11 ottobre: la vicenda ha sollevato le critiche della minoranza. “San Francesco non è una chiesa” ha rimarcato il primo cittadino “è sicuramente un luogo unico ed evocativo ma rimane un immobile di proprietà del Comune di Alessandria per la cui gestione diretta, piaccia o non piaccia, occorre dimostrare il criterio dell’economicità: in alternativa è obbligatoria la gara. Lo dice la legge e sarebbe bene che chi fa amministrazione locale la conoscesse”.
Per Abonante, inoltre, “sugli eventi privati (convegni, matrimoni, ecc.) la città di Alessandria è indietro di decenni rispetto ad altri territori e, se vogliamo essere competitivi, dobbiamo cogliere occasioni come questa. Ospitare molte persone che portano l’immagine di Alessandria fuori dai confini nazionali è un grande risultato. La gestione amministrativa è stata totalmente condivisa con la segreteria generale e il livello dirigenziale competente del Comune. San Francesco ha visto tra il 4 e il 6 ottobre tre eventi sold out con Roberto Livraghi e Andrea Pennacchi per non parlare dell’adesione 2026 al Comitato nazionale nato a Roma proprio per gli 800 anni francescani. Sia sul piano della fruizione del bene culturale a beneficio di tutti, sia su quello turistico e ricettivo questi momenti” ha rimarcato il sindaco “sono opportunità grandiose che ci consentono di recuperare risorse da reinvestire sul Complesso. Andremo avanti su questa strada, con il regolamento d’uso prossimo alla sua approvazione, cercando di continuare sulla direttrice della crescita e dello sviluppo. Questo non toglie che l’obiettivo finale resti quello di fare dello spazio un museo, in attesa che vi siano tutte le condizioni per partire d’intesa con la Soprintendenza”.
In generale l’ex chiesa di San Francesco ha attirato 400 persone dall’Italia e dal mondo: “L’ennesimo successo e l’ennesima opportunità che Alessandria sfrutta per rilanciarsi su questo tipo di turismo e di ricettività, che coinvolge anche il settore alberghiero”. Secondo Abonante, inoltre, “soffocare quegli spazi solo con una funzione museale potrebbe voler dire sviluppare un discorso per pochi, mentre Alessandria marcia oggi verso un rilancio che interpreta molto bene la sua storia di città soglia, di conflitto e confronto, di laboratorio sociale aperto al dialogo tra persone, imprese, servizi e destini diversi. San Francesco chiuso esclusivamente come spazio museale che parla a sé stesso o come spazio occupato da una miriade di usi locali e gratuiti rischia di essere il manifesto di una sconfitta. Non con il nostro nome. Sul Complesso di San Francesco abbiamo anticipato ogni risorsa, diversamente, oggi, non ci sarebbe nessunissimo spazio di cui godere. Aspettiamo diversi milioni di euro da Regione e Stato su cui paghiamo interessi passivi per i quali la Corte dei conti ci richiama costantemente. Per l’ultima fase di allestimento invece non abbiamo trovato un euro e andiamo invece verso fine consiliatura con 900 mila euro ottenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che si aggiungono ad altri 800 mila euro della Soprintendenza, proprio destinati al Museo. Quindi non solo ci teniamo al Museo ma abbiamo recuperato quel che non c’era. Peraltro mai nessuno di noi ha messo in discussione il progetto di allestimento del Museo. Non abbiamo quindi nulla da nascondere e nulla di cui scusarci: ciò che abbiamo conquistato è frutto di duro lavoro, e oggi ne raccogliamo i risultati”.
Il sindaco ha poi elencato alcune cifre: “Per i lavori l’importo rendicontato inviato in Regione è di 4.6 milioni di euro e la somma che la Regione ci dovrebbe erogare è pari a 3.7 milioni di euro. A questa cifra occorre togliere l’anticipazione che abbiamo incassato all’inizio ma che è relativa a tutto il progetto che comprende altre opere. Quindi, aspettiamo una quota intorno ai 3 milioni di euro. Per il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, studentato ex ospedale militare invece stiamo rendicontando ulteriori 5 milioni di euro. Proprio ieri è arrivata la pronuncia della Corte dei conti che certifica il raggiungimento degli obiettivi intermedi (con la copertura del disavanzo previsto nel piano di riequilibrio) con il problema interessi passivi di cui sopra e, attenzione, con la richiesta di copertura al 36% di tutti i servizi a domanda individuale, in altri termini la gestione di servizi come quelli museali deve ottenere molto di più dal gettito delle tariffe incassate. Ciò giustifica ulteriormente la necessità di recuperare risorse da San Francesco. Piaccia o non piaccia chi si spende, o si vorrà proporre, come amministratore di questa città deve conoscere questi aspetti e saper offrire soluzioni”.