Autore Redazione
sabato
17 Ottobre 2026
05:45
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Cronaca - Alessandria

Ad Alessandria aumenta l’età di chi è povero: uno su due ha più di 56 anni

Ad Alessandria aumenta l’età di chi è povero: uno su due ha più di 56 anni

ALESSANDRIA – Tra i possibili beneficiari italiani della Carta “Dedicata a te”, la quota delle persone con più di 56 anni è passata da circa il 40% nel 2023 al 50% nel 2025. È uno dei dati emersi dal rapporto sulla povertà e la vulnerabilità economica ad Alessandria, presentato questo venerdì 16 ottobre all’Associazione Cultura e Sviluppo. Lo studio, intitolato “Alcune misure di contrasto alla povertà nel Comune di Alessandria”, è stato realizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali e dal Centro per il Welfare e lo Sviluppo Locale dell’Università del Piemonte Orientale.

Nel triennio 2023-2025, secondo quanto illustrato dal sindaco Giorgio Abonante, 8.211 persone risultavano tra i possibili beneficiari della Carta con un Isee inferiore a 15 mila euro, mentre 1.965 hanno effettivamente ricevuto la carta.

“Questa distanza non dipende da un cattivo funzionamento: dipende dal disegno nazionale della misura, riservata ai nuclei con almeno tre componenti”, ha spiegato Abonante. Un meccanismo che può lasciare fuori persone sole e piccoli nuclei. Quasi una persona su sei, inoltre, è rimasta nella platea dei possibili beneficiari per tutti e tre gli anni analizzati, segnale di una condizione di bisogno che per una parte della popolazione tende a diventare persistente.

Il rapporto descrive una città attraversata da fragilità diverse, ma non uniformemente impoverita. Dal 2022 la popolazione è tornata a crescere: negli ultimi anni Alessandria ha registrato circa 15 mila nuovi residenti e 9 mila partenze, mentre le fasce più giovani mostrano un andamento in controtendenza rispetto al dato nazionale.

“Alessandria non si lascia descrivere con formule semplici. Non è una città uniformemente impoverita, ma nemmeno una città in cui la ripresa abbia cancellato le fragilità”, ha sottolineato Abonante.

Una delle aree più delicate resta quella del lavoro, con difficoltà nei comparti tradizionali come commercio, artigianato e manifattura e la presenza di occupazioni temporanee, stagionali o poco retribuite. “Il lavoro resta la prima protezione, ma non sempre basta”, ha evidenziato il sindaco.

Accanto al lavoro c’è il tema della casa. Il patrimonio di edilizia pubblica gestito dall’Atc conta 2.467 alloggi e dà risposta a circa 5.900 persone. Tra le situazioni che richiedono maggiore attenzione emergono quelle delle madri sole con figli, mentre l’accesso all’abitazione è condizionato non soltanto dal costo degli affitti, ma anche dalle garanzie richieste, dalle somme iniziali e dalla capacità di sostenere nel tempo canoni e utenze.

Sul rapporto tra povertà e provenienza si è soffermata in particolare l’assessora alle Politiche Sociali Roberta Cazzulo. Gli italiani restano la maggioranza sia nell’edilizia sociale, dove rappresentano circa tre assegnatari su quattro, sia tra i destinatari della Carta “Dedicata a te”.

“I dati smontano le narrazioni ideologiche: il bisogno va riconosciuto per ciò che è, senza distinzioni, mettendo al centro la dignità della persona”, ha sottolineato Cazzulo, ribadendo che la vulnerabilità economica non può essere letta come una questione di nazionalità.

Nel suo intervento l’assessora ha richiamato anche lo storico dell’economia Carlo M. Cipolla e la sua lettura dell’economia come fenomeno sociale e culturale. “L’economia è, prima di tutto, un fatto sociale e culturale”, ha ricordato Cazzulo, richiamando il rapporto tra demografia, capitale umano e capacità delle istituzioni di redistribuire la ricchezza in modo produttivo.

Secondo l’assessora, questa chiave di lettura aiuta a comprendere anche le fragilità alessandrine. Sul lavoro, Cazzulo ha evidenziato come precarietà e bassa retribuzione possano rendere insufficiente anche l’occupazione come strumento di protezione dal bisogno. Sulla casa ha ricordato che l’accesso non dipende soltanto dal costo dell’affitto, ma anche dalle garanzie richieste, dalle somme iniziali e dalla capacità di sostenere nel tempo canoni e utenze.

Per l’amministrazione, il rapporto non dovrà restare soltanto una fotografia della situazione. L’obiettivo è trasformarlo nel punto di partenza per un Sistema Locale di Osservazione della Povertà, stabile e condiviso con Cissaca, Atc, Caritas, parrocchie, Terzo settore e altre realtà del territorio, capace di mettere in relazione i dati disponibili e intercettare anche le situazioni di fragilità che oggi non emergono dagli archivi amministrativi.

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