Autore Redazione
martedì
3 Novembre 2026
05:29
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Cronaca - Casale Monferrato - Provincia di Alessandria

Carte d’identità senza microchip: l’ombra del mercato illegale e il fenomeno dei “no chip”

Carte d’identità senza microchip: l’ombra del mercato illegale e il fenomeno dei “no chip”

CASALE MONFERRATO (AL) – Nelle ultime settimane a Casale Monferrato sono state trovate due carte d’identità a cui era stato asportato il microchip, il dispositivo in cui sono memorizzati i dati personali e biometrici (foto e impronte digitali) del titolare del documento e le informazioni che ne consentono l’identificazione online. A scoprire le carte d’identità elettroniche senza microchip sono stati, in un caso, i poliziotti del Commissariato di Casale Monferrato e, nell’altro, gli agenti della Polizia Locale della città monferrina nell’ambito dei quotidiani controlli del territorio. Il valore del microchip non è il dispositivo elettronico in sé, ma l’identità digitale che contiene che, in mani diverse da quelle del titolare del documento, potrebbe essere sfruttata per tentare di realizzare documenti falsi o mettere a segno truffe.

Dietro la rimozione dei microchip potrebbe infatti nascondersi un traffico illegale di componenti elettronici originali, destinati ad alimentare il mercato dei documenti contraffatti. È una delle ipotesi emerse in alcune parti d’Italia, dove le forze dell’ordine hanno individuato diverse carte d’identità manomesse. Il sospetto è che i chip sottratti possano essere rivenduti e utilizzati per tentare di costruire documenti falsi. Un’operazione che, comunque, non è così semplice: i dati contenuti nei microchip sono protetti da sistemi di sicurezza e la loro rimozione non permette automaticamente di creare documenti funzionanti.

Il nuovo traffico illegale trasforma l’identità personale in merce di scambio ma la rimozione del microchip potrebbe avere anche motivazioni diverse. Negli ultimi mesi, infatti, in diverse zone d’Italia si sta diffondendo anche una nuova teoria complottista, quella dei cosiddetti “no chip”. Sono persone convinte che il dispositivo elettronico inserito nella carta d’identità serva a controllare i loro spostamenti e che, per sfuggire a questo presunto controllo, decidono di eliminarlo con un taglierino. Una convinzione del tutto infondata, perché il microchip non è un GPS e non permette di seguire i movimenti del titolare del documento. La tendenza sarebbe arrivata dalla Germania, dove sui social circolano anche video che spiegano come rimuovere il componente elettronico, e in Alto Adige il fenomeno ha già portato a diverse denunce.

Resta da capire cosa ci sia dietro i due casi scoperti a Casale Monferrato. Le persone trovate in possesso delle carte d’identità manomesse avrebbero spiegato di aver perso il microchip, ma la versione non ha convinto le forze dell’ordine. Il componente elettronico, infatti, è incorporato nella tessera e per estrarlo serve un intervento estremamente preciso, quasi chirurgico. Che si tratti di un tentativo di frode o della paura infondata di essere controllati, togliere il microchip dalla carta d’identità non è un gesto senza conseguenze. Per entrambe le persone controllate a Casale Monferrato è scattata la denuncia per falsità materiale commessa da privato.

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