Autore Redazione
martedì
3 Novembre 2026
05:07
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Cronaca - Torino

Vigili del Fuoco piemontesi a Bruxelles: Fp Cgil chiede più protezioni contro fumi e Pfas

Vigili del Fuoco piemontesi a Bruxelles: Fp Cgil chiede più protezioni contro fumi e Pfas

PIEMONTE – Più personale, maggiori risorse e tutele per la salute dei Vigili del Fuoco, esposti durante il lavoro a fumi, sostanze tossiche e Pfas. Sono alcune delle richieste che la Fp Cgil porterà martedì 3 novembre 2026 a Bruxelles, in occasione della mobilitazione sindacale europea promossa da EPSU, la Federazione sindacale europea dei servizi pubblici. Alla manifestazione, organizzata in concomitanza con l’European Civil Protection Forum 2026, parteciperà anche una delegazione del Piemonte, con rappresentanti del Comando dei Vigili del Fuoco di Torino. Tra i partecipanti ci saranno Nunzio De Nigris, coordinatore provinciale Fp Cgil Vigili del Fuoco di Torino, componente del coordinamento nazionale e referente nazionale per la Salute e Sicurezza, insieme ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Elena Guidi e Lorenzo Fresta. La delegazione porterà all’attenzione del confronto europeo anche il tema dei rischi legati all’esposizione professionale ad agenti nocivi. “Saremo a Bruxelles insieme ai Vigili del Fuoco da tutta Europa, con il sindacato europeo EPSU, per chiedere più personale, risorse adeguate, maggiori tutele per la salute e un impegno concreto delle istituzioni comunitarie nella lotta agli effetti dei cambiamenti climatici” ha dichiarato Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Fp Cgil Vigili del Fuoco.

Meno Vigili del Fuoco in Europa mentre aumentano le emergenze

Secondo i dati richiamati dalla Fp Cgil, il numero dei Vigili del Fuoco professionisti in Europa è diminuito di 18.200 unità in un anno, passando da 390.600 nel 2024 a 372.400 nel 2025. Il sindacato sottolinea inoltre che nel 2026 il 76% della popolazione dell’Unione europea sarebbe stato interessato da ondate di calore e che, al 13 settembre, oltre 659 mila ettari di territorio erano andati in fumo a causa degli incendi.

“Una contraddizione inaccettabile: mentre le emergenze aumentano, si riduce il personale necessario per affrontarle” ha sottolineato Giulianella. Anche in Italia, secondo il sindacato, mancano circa 5 mila unità operative e 2.500 addetti dei ruoli tecnico-professionali. La Fp Cgil richiama inoltre l’attenzione sulle 26 vittime in servizio nel 2026 tra Vigili del Fuoco professionisti, volontari e piloti, secondo il dato riportato nella nota nazionale. Per affrontare queste criticità, la sigla chiede nuove assunzioni, standard comuni di formazione, maggiore cooperazione tra Paesi, presidi preventivi nelle aree a rischio e maggiori tutele per la salute e la sicurezza del personale.

Esposizione a fumi e Pfas: la richiesta di maggiori protezioni

Uno dei temi centrali della mobilitazione riguarda i rischi per la salute dei Vigili del Fuoco. La delegazione piemontese porterà a Bruxelles una proposta italiana già presentata in precedenza, che prevede il riconoscimento economico dell’esposizione professionale ad agenti nocivi, accompagnato da adeguate tutele sanitarie, previdenziali e assicurative, anche per le conseguenze che possono manifestarsi dopo la fine dell’attività lavorativa. Per la Fp Cgil, però, un’indennità economica non può e non deve sostituire la prevenzione. La priorità, secondo il sindacato, deve essere la tutela concreta della salute attraverso dispositivi di protezione individuale adeguati, monitoraggi sanitari e procedure rigorose di decontaminazione dopo gli incendi. La contaminazione, sottolinea la Fp Cgil, può riguardare non soltanto gli operatori, ma anche i dispositivi di protezione individuale, le attrezzature, i mezzi e gli ambienti di lavoro. Da qui la richiesta di procedure efficaci, uniformi e condivise per ridurre l’esposizione a fumi, Pfas e altre sostanze pericolose. Il sindacato piemontese ribadisce che la salute e la sicurezza non devono essere considerate un costo, ma un investimento necessario per proteggere chi garantisce quotidianamente il soccorso pubblico.

Le critiche alla legge di bilancio e lo sciopero del 20 novembre

La mobilitazione europea si inserisce in un percorso sindacale già avviato in Italia. Lo scorso 21 ottobre la Fp Cgil Vigili del Fuoco ha promosso assemblee e iniziative nei Comandi italiani per chiedere interventi sugli organici, sulla previdenza, sulla formazione e sulla valorizzazione professionale ed economica del personale. Il percorso proseguirà con lo sciopero nazionale della categoria previsto per il 20 novembre. Il coordinatore nazionale Mauro Giulianella ha criticato anche le risorse previste nella legge di bilancio 2027.

“È gravissimo che nel testo della legge di bilancio 2027 il Governo non abbia stanziato risorse aggiuntive per aumentare i salari, rafforzare il sistema previdenziale attraverso la previdenza dedicata e avviare quella complementare, potenziare il soccorso pubblico e sostenere la prevenzione degli effetti dei cambiamenti climatici e della transizione energetica” ha dichiarato. “Si continua a parlare di sicurezza e soccorso, ma le risorse per i Vigili del Fuoco non ci sono. Non possiamo accettare che si trovino risorse per le armi e non per il soccorso delle persone e dei territori” ha aggiunto Giulianella.

Per la Fp Cgil, la manifestazione del 3 novembre a Bruxelles rappresenta quindi un’occasione per sostenere le rivendicazioni dei Vigili del Fuoco e contribuire alla costruzione di una piattaforma sindacale comune a livello europeo, con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza del personale. “Per la FP CGIL VVF, la vera sicurezza dei cittadini non può essere affidata all’eroismo dei lavoratori né a interventi emergenziali. Servono scelte politiche chiare, finanziamenti strutturali e un Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco adeguatamente potenziato” ha concluso Giulianella. Al centro della mobilitazione resta la richiesta di garantire maggiore sicurezza a chi ogni giorno interviene per proteggere la popolazione, attraverso risorse, personale e misure di prevenzione adeguate.

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