6 Agosto 2026
14:05
Duro attacco Fials: “Turni massacranti e personale all’osso, Asl Alessandria ignora accordi”
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – L’Organizzazione Sindacale Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità), segreteria territoriale di Alessandria, con un comunicato, ha sferrato un duro attacco all’Asl di Alessandria per la situazione lavorativa nelle varie strutture territoriali.
L’allarme riguarda il “personale ridotto all’osso, i turni massacranti e gli accordi sindacali sistematicamente disattesi dai vertici aziendali“, spiega Alberto Accordi della Fials Alessandria. Le pesanti accuse arrivano “nonostante i ripetuti tavoli di negoziazione e le promesse formali avute nelle scorse settimane” che non hanno né cancellato né temperato “la carenza cronica di infermieri, stimata in oltre 200 unità, e in generale di tutto il personale del Comparto”. Una situazione, continua la Fials, che “sta portando i servizi assistenziali vicini al punto di rottura, mettendo a rischio il diritto alla salute dei cittadini”.
Nel comunicato il dito viene puntato nei confronti della Direzione generale Asl, ritenuta responsabile “del mancato adempimento dei regolamenti vigenti sottoscritti tra la direzione generale dell’ASL e le rappresentanze dei lavoratori, al quale è seguita relativa diffida e messa in mora”. A questo si aggiungerebbe “l’assoluta chiusura alle proposte presentate agli ultimi incontri di luglio, scaturite dal confronto avuto tra la RSU aziendale e le Organizzazioni sindacali rappresentative attraverso assemblee con i lavoratori, per alleggerire il carico di lavoro nei reparti ospedalieri di tutti Presidi aziendali”.
Alla luce di tutto questo i lavoratori denunciano “una situazione non è più tollerabile”. “Il personale rimasto in servizio – continua la Fials – è costretto a saltare i riposi e a fare straordinari continuativi per garantire i livelli minimi di assistenza. Questa gestione non solo logora la salute psicofisica dei dipendenti, ma compromette inevitabilmente la qualità delle cure destinate ai pazienti. Chiediamo risposte concrete, oltre che il rispetto delle norme contrattuali, dei regolamenti vigenti, l’Amministrazione non può continuare con questo “modus operandi”. Solo grazie all’abnegazione e al rispetto del diritto alla salute e alle cure dimostrato dai Lavoratori il sistema sanitario provinciale può continuare a reggersi in piedi. Prossimi passi Nel rispetto della popolazione e dei malati che necessariamente devono rivolgersi alle strutture sanitarie, per lo spirito civico che da sempre ci guida, visto il delicato periodo dell’anno in cui ci troviamo, non verrà proclamato lo stato di agitazione del personale del comparto, rimandando la questione al termine del periodo estivo, mentre verranno tempestivamente attivate tutte le vertenze sindacali nel frattempo elaborate”.