13 Ottobre 2026
15:20
Mensa scolastica a Biella, dopo le polemiche il Comune replica: “A nessuno è stato negato il pasto”
BIELLA – Il Comune di Biella è intervenuto sulle polemiche degli ultimi giorni relative alla gestione della mensa scolastica. L’amministrazione guidata da Marzio Olivero ha ribadito che il servizio deve seguire criteri definiti per garantire accessibilità, corretto funzionamento e sostenibilità economica e ha rimarcato il fatto che a nessuno sia stato negato il pasto perché vegetariano o vegano.
Per l’anno scolastico 2026/2027 sono previste sia la dieta vegetariana sia quella vegana, oltre alle diete speciali richieste per motivi sanitari o religiosi. In assenza di una richiesta conforme alle categorie previste, il centro di cottura non può predisporre una dieta personalizzata, mentre il pasto standard resta previsto sulla base delle presenze comunicate dalla scuola. Per le diete speciali è necessaria anche la comunicazione quotidiana al centro di cottura da parte dell’insegnante interessato, così da consentire la preparazione e la consegna del numero corretto di pasti.
Un altro punto toccato dalla giunta Olivero riguarda le iscrizioni al servizio. La mensa interessa 26 plessi scolastici e circa 2.300 bambini. Il Comune ha quindi chiesto la collaborazione del personale scolastico per individuare gli alunni che frequentano la mensa senza risultare regolarmente iscritti, informare tempestivamente le famiglie e invitarle a organizzarsi per andare a prendere i figli a scuola all’ora di pranzo. L’amministrazione ha precisato che agli insegnanti non è stato chiesto di riscuotere denaro né di sostituirsi agli uffici comunali, ma soltanto di collaborare nella gestione delle presenze e delle iscrizioni. Secondo il Comune, forme di verifica e collaborazione nella gestione del servizio mensa sono adottate anche a Vigliano Biellese e Tollegno.
Sul fronte economico sono previste agevolazioni ed esenzioni totali per le situazioni di grave disagio sociale certificate. Per l’anno scolastico in corso le esenzioni sono 65, dagli asili alle scuole medie. Il Comune è poi intervenuto anche sul costo del servizio. La tariffa di 7 euro è quella massima e viene applicata alle famiglie con Isee superiore a 28 mila euro, a chi non presenta la dichiarazione Isee e ai non residenti. Le altre fasce prevedono importi più bassi. Alla scuola primaria Villaggio, ad esempio, soltanto 2 famiglie su 109 pagano la tariffa massima, mentre la grande maggioranza sostiene un costo pari o inferiore a 4 euro per pasto. L’amministrazione ha infine respinto le accuse di discriminazione o ritorsione e ribadisce che il rispetto delle procedure è necessario per garantire il funzionamento del servizio, applicare correttamente tariffe e agevolazioni e tutelare le risorse pubbliche.